Caviro lancia Tavernellow 3%

Un vino spumante low alcohol interamente prodotto in Italia. Con un nuovo impianto di dealcolazione a Savignano sul Panaro (MO), Caviro è tra i pionieri a produrre e imbottigliare vini low alcol “Made in Italy”

A livello globale, il vino entra in una nuova fase: cambiano i consumi e cresce la domanda di vini NoLo alcol, spinta da una maggiore segmentazione del mercato. In questo contesto, arriva la risposta di Caviro, la più grande cooperativa vitivinicola italiana con oltre 35mila ettari vitati, che lancia il suo Tavernellow 3% vol, spumante parzialmente dealcolato prodotto e imbottigliato interamente in Italia, grazie a un nuovo impianto di dealcolazione a Savignano sul Panaro (Modena). Con un investimento complessivo di oltre 1,8 milioni di euro, l’impianto di proprietà - realizzato in circa 12 mesi tra progettazione, installazione e collaudo - occupa una superficie di 200 mq ed è in grado di raggiungere una capacità produttiva fino a 30.000 litri al giorno, con un potenziale annuo superiore a 9 milioni di bottiglie.

“Con Tavernellow vogliamo offrire un prodotto che risponda ai nuovi stili di consumo, senza rinunciare alla qualità e all’esperienza del vino. Essere tra i pionieri a produrre e imbottigliare vini low alcol interamente in Italia, rappresenta per Caviro un traguardo molto importante: è il risultato dell’impegno costante in ricerca e innovazione, della dedizione alla filiera e dell’attenzione all’evoluzione del consumatore”, commenta Giampaolo Bassetti, Direttore Generale Gruppo Caviro.

Uno spumante leggero e contemporaneo

Tavernellow, con solo 3% di alcol, estensione della gamma del brand iconico e pioniere di nuove tendenze di consumo, è lo spumante ideale per chi cerca un modo più leggero e contemporaneo di vivere il vino, senza rinunciare al gusto, alla convivialità e all’identità della categoria. Tavernellow nasce infatti da una vinificazione tradizionale, seguita da un processo controllato di dealcolazione parziale che consente di ridurre il contenuto alcolico mantenendo il profilo organolettico e l’equilibrio sensoriale del vino. Non si tratta quindi una semplice bevanda analcolica con aggiunta di aromi, oggi non consentiti dalla normativa per il vino, Tavernellow è un vino che nasce come tale e viene successivamente alleggerito nella gradazione.

“I prodotti a bassa gradazione alcolica rappresentano sempre più un punto di incontro tra vino tradizionale e bevande analcoliche, offrendo una soluzione versatile che si adatta a diverse occasioni di consumo: dall’aperitivo informale ai momenti di convivialità, fino a un consumo più leggero nella quotidianità. In questo contesto Tavernellow 3% si inserisce nell’offerta del mercato italiano, proponendo bollicine leggere e contemporanee pensate per un nuovo modo di brindare”, aggiunge Anja Nachtwey, Marketing & Communication Director di Caviro.

Il lancio a Vinitaly 2026

Tavernellow 3% sarà presentato in anteprima a Vinitaly e successivamente disponibile a scaffale nei principali punti vendita della grande distribuzione in due versioni: bianco - da uve aromatiche, fresco e armonico con acidità e sapidità che bilanciano una dolcezza piacevole, ideale per aperitivi, e rosato - da uve a bacca rossa, croccante al palato, con un equilibrio tra dolcezza discreta e vivace acidità, perfetto per un pranzo improvvisato tra amici.

Impianto di dealcolazione in Italia

La produzione di Tavernellow 3% è resa possibile grazie all’impianto di dealcolazione installato a Savignano sul Panaro (MO), progettato secondo quanto previsto dal Regolamento UE 1308/2013. La tecnologia utilizza un processo controllato di evaporazione sottovuoto e distillazione a bassa temperatura, che consente di ridurre il contenuto alcolico preservando il profilo aromatico e la struttura del vino. Il sistema consente di produrre vini NoLo con gradazioni inferiori al 9% vol sino a gradazioni prossime allo Zero vol. (alcol free), aprendo nuove possibilità di sviluppo per il vigneto italiano.

Il termine vino dealcolato viene spesso confuso con le bevande completamente senza alcol, ma indica qualcosa di diverso. Un vino dealcolato è infatti vino ottenuto da una normale fermentazione delle uve. Solo successivamente l’alcol viene parzialmente o totalmente rimosso attraverso tecnologie specifiche, mantenendo aromi, struttura e caratteristiche sensoriali proprie del vino. Nella tecnica della parziale dealcolazione la gradazione viene ridotta ma non azzerata. Il risultato è un prodotto con una presenza alcolica molto più contenuta, ma che conserva il profilo e la tipicità del vino.

Nel numero di aprile 2026 di VVQ,
l'intervista di Maria Luisa Doldi a Giampaolo Bassetti
sul progetto low alcool di Caviro

Caviro lancia Tavernellow 3% - Ultima modifica: 2026-03-24T14:55:11+01:00 da Redazione

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