L’Umbria ha il suo Distretto di filiera del Vino

La Regione ha approvato la proposta del Consorzio Umbria Top Wines, capofila del progetto, e del 3A - Parco Tecnologico Agroalimentare dell'Umbria

Una rappresentanza del mondo del vino umbro all'ultimo Vinitaly
Si punta alla partecipazione ai progetti di filiera in corso a livello ministeriale e a quelli che saranno banditi in futuro, specificatamente sui contratti dei distretti del cibo

L'Umbria ha il suo Distretto del Vino. A riconoscerlo a fine agosto è stata la Regione, che ha appprovato la proposta del Consorzio Umbria Top Wines, capofila del progetto, e del 3A - Parco Tecnologico Agroalimentare dell'Umbria. Tra le finalità del Distretto rientrano l’incremento produttivo di uve da vino, con particolare attenzione ai vitigni autoctoni e di territorio, garantendo al contempo la sicurezza alimentare.

Coesione, integrazione e promozione territoriale

Tra gli scopi anche la promozione dello sviluppo territoriale, della coesione e inclusione sociale, con un’attenzione particolare anche alla riduzione dello spreco alimentare; l'integrazione di attività caratterizzate da prossimità territoriale, nella consapevolezza della necessità di una riduzione dell’impatto delle produzioni stesse sull’ambiente e della salvaguardia del territorio e del paesaggio rurale attraverso le attività agricole e agroalimentari.

Rafforzare l'identità del comparto viti-vinicolo umbro

I principali obiettivi del Distretto del Vino umbro verranno perseguiti attraverso la creazione e rafforzamento di un’identità territoriale del comparto, la valorizzazione dei vini di qualità secondo le norme UE (DOC-IGT-BIO) e lo sviluppo del comparto nel suo complesso nonché delle imprese della regione sui temi della ricerca, della sostenibilità e dell’innovazione. Su tali assi il Distretto potrà, dunque, favorire un modello di crescita sostenibile per il territorio, fungendo, al contempo, da stimolo e strumento di dialogo con le istituzioni per promuovere politiche, proposte, attività di ricerca, formazione e progetti di crescita condivisa.

Ora i progetti per l’infrastrutturazione del distretto

Sarà compito del neonato distretto, prendendo a riferimento anche esperienze già affermate, quello di strutturare proposte, progetti per l’infrastrutturazione del distretto, coerentemente con le esigenze di qualità delle produzioni enologiche e di salvaguardia ambientale e paesaggistica, nonché contribuire a implementare l’integrazione tra produzione agricola, enologica, ospitalità rurale, agriturismo, enoturismo, valorizzazione dei beni storico- culturali, nell’ottica e con l’obiettivo di una comune identità territoriale.

Umbria Top: è stato un lavoro lungo e complesso

"Il Distretto di Filiera del vino Umbro è un progetto che ha mostrato fin dal suo inizio una complessità non indifferente - spiega Massimo Sepiacci, presidente di Umbria Top - per cui è stato necessario costruire in maniera condivisa un piano di azioni e di obiettivi che mettesse al centro il solo e unico interesse del comparto vitivinicolo regionale e il suo futuro sviluppo. Arriva dopo un lungo lavoro di composizione, che abbiamo scelto di comunicare solo nel momento in cui ha assunto una reale consistenza".

Si punta ad accedere ai bandi dei distretti del cibo

"Inizieremo da subito il capillare lavoro di analisi avanzata e di programmazione delle molteplici attività che ci aspettano - ha precisato la coordinatrice di Umbria Top Gioia Bacoccoli - a cominciare dalla raccolta delle istanze dei 4 Consorzi di Tutela e dei singoli produttori di tutta la regione".
L’approvazione apre infatti la possibilità per il Distretto di attivare già da subito le diverse fasi per il reperimento di risorse, grazie ai progetti di filiera in corso a livello ministeriale e a quelli che saranno banditi in futuro, specificatamente sui contratti dei distretti del cibo.

L’Umbria ha il suo Distretto di filiera del Vino - Ultima modifica: 2022-09-04T21:24:45+02:00 da Gilberto Santucci

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