
Oggi, 20 ottobre 2026, nel 26° anniversario della firma della Convenzione Europea del Paesaggio, prende il via la prima Giornata del Paesaggio Vitivinicolo Italiano – GPVI, ideata e promossa dall'Associazione Internazionale Iter Vitis – Iter Vitis Italia, struttura nazionale italiana dell'Itinerario Culturale del Consiglio d'Europa dedicato alla cultura della vite e del vino.
Un calendario diffuso
Dodici regioni, 19 province e 30 iniziative compongono il primo Programma Nazionale che, dal 20 al 25 ottobre, coinvolgerà territori e comunità di tutta Italia nel segno di “Paesaggi di vite. Paesaggi di vita”.
Un calendario diffuso di convegni scientifici, incontri pubblici, visite guidate, itinerari culturali, esperienze enoturistiche, mostre e installazioni d'arte contemporanea, laboratori, attività educative ed esperienze di inclusione sociale, per raccontare il paesaggio vitivinicolo italiano nella ricchezza delle sue espressioni e riconoscerne il valore di patrimonio culturale, ambientale, produttivo e identitario, espressione della storia, del lavoro, dei saperi e della vita delle comunità.
La giornata inaugurale si è svolta a Sambuca di Sicilia, nel cuore delle Terre Sicane, dove ha avuto origine Iter Vitis. Un programma che ha intrecciato educazione al paesaggio, memoria, cultura del vino e sviluppo territoriale: dalla visita didattica al Vigneto Cana, dedicata alle nuove generazioni, all'assemblea del Distretto Produttivo Vino di Sicilia, fino all'incontro pubblico di apertura a Palazzo Panitteri, con letture da Vino al vino di Mario Soldati, la presentazione del Programma Nazionale e un confronto tra istituzioni, imprese, ricerca, cultura e turismo sul futuro dei territori vitivinicoli.
Dalle Cinque Terre a Pantelleria, dalle Langhe all'Irpinia, dalla Franciacorta al Chianti, dalla Maremma al Vulture, il programma attraverserà alcuni dei paesaggi più rappresentativi della viticoltura italiana, mettendo in relazione esperienze e sensibilità differenti.
Il paesaggio viticolo come patrimonio vivo
Dai terrazzamenti della viticoltura eroica ai vigneti vulcanici, dai paesaggi archeologici alle cantine d'autore, dai musei del vino ai borghi storici, fino alle esperienze di innovazione sociale, la prima GPVI propone una lettura del paesaggio come patrimonio vivo, risultato delle relazioni tra natura, cultura, attività produttive e comunità.
Particolare rilievo assume il dialogo tra arte contemporanea e paesaggio vitivinicolo, grazie anche al contributo di MetodoContemporaneo. Itinerari diffusi tra arti, vino e paesaggio, che coinvolgerà cantine, musei, fondazioni e luoghi della cultura in diverse regioni italiane.
Accanto alle esperienze artistiche ed enoturistiche, il programma dedica spazio alla ricerca scientifica, alla biodiversità, alla sostenibilità ambientale, alla tutela dei paesaggi storici e alle sfide poste dai cambiamenti climatici, così come all'educazione delle nuove generazioni, all'inclusione e al ruolo sociale della viticoltura.
Costruire relazioni
A dare vita alla Giornata è stata una rete articolata di protagonisti: aziende vitivinicole, istituzioni pubbliche, università e centri di ricerca, musei, fondazioni, associazioni culturali, organismi di sviluppo territoriale, scuole e realtà del Terzo settore, insieme a professionisti della cultura, dell'arte, dell'agricoltura e del turismo.
Una partecipazione che esprime la vocazione della Giornata a costruire relazioni e collaborazioni tra soggetti diversi, riconoscendo nel paesaggio il filo conduttore delle identità della viticoltura italiana e una risorsa strategica per lo sviluppo sostenibile dei territori.
La Giornata del Paesaggio Vitivinicolo Italiano nasce con l'obiettivo di diventare un appuntamento nazionale annuale dedicato alla conoscenza, alla tutela e alla valorizzazione dei paesaggi della vite, promuovendo una crescente consapevolezza del loro valore e della responsabilità condivisa della loro conservazione e trasmissione alle generazioni future.
Da Sambuca di Sicilia alle vigne di tutta Italia, la prima edizione avvia così un percorso collettivo di conoscenza, partecipazione e collaborazione per custodire e valorizzare la straordinaria diversità dei paesaggi vitivinicoli italiani.
Radica (Città del Vino): “Grande opportunità, nostra presenza convinta”
L'Associazione Nazionale Città del Vino è partner dell’importante calendario che celebra l’evento. Una presenza di Città del Vino che, sottolinea il presidente Angelo Radica, “si è fatta sempre più incisiva e convinta. I comuni della nostra rete sono coinvolti nell’organizzazione e nella promozione delle numerose iniziative. La Giornata è un’opportunità importante per raccontare il paesaggio vitivinicolo italiano in tutta la sua ricca varietà e riconoscerne il grande valore culturale, economico e ambientale. E’ persino l’essenza della mission della nostra associazione, che da sempre sottolinea il legame tra vino e territorio, tra produzione e identità e cultura”.








