Il futuro dei vigneti dipende dall’uso sostenibile dell’acqua

Irrigazione a spruzzo nell'area del Soave
Siccità, allagamenti: l’impatto del climate change chiama la ricerca a un confronto sulle migliori soluzioni. Dal convegno organizzato da Crédit Agricole Italia emerge anche l’impegno del sistema finanziario per far fronte ai mutamenti climatici: la nuova Business Unit Agri-Agro triplica le risorse commerciali dedicate al settore e specializza 25 Agri Poli Affari, di cui 4 sulla Viticoltura

«Alla luce della corrente emergenza climatica un approccio corretto alla gestione dell’acqua nel vigneto è più che mai fondamentale».

Lo ha affermato Rosario di Lorenzo, professore ordinario di Viticoltura del Dip. Saaf dell’Università di Palermo e Presidente dell’Accademia Italiana Vite Vino nel corso del convegno “La gestione idrica del vigneto: sfide e opportunità” organizzato da Crédit Agricole Italia presso lo stand di Confagricoltura all’ultimo Vinitaly.

«Diversamente da alcuni anni fa – ha aggiunto -  l’irrigazione del vigneto è diventata una pratica colturale diffusa ma va realizzata in maniera sostenibile e con competenza».

Da sinistra: Rosario Di Lorenzo, Massimiliano Giansanti, Vittorio Ratto, Eurgenio Sartori, Stefano Berni

Imparare a gestire il deficit idrico

«In particolare non può più essere considerata una procedura di emergenza – come previsto da numerosi disciplinari di produzione che ancora oggi ammettono le cosiddette “irrigazioni di soccorso” – ma occorre adottare strategie irrigue “a deficit” che, oltre ad ottimizzare la water-use efficiency, consentono di ottenere risultati produttivi migliori».

«Durante il ciclo annuale della pianta, infatti, ci sono momenti – in particolare in fase di maturazione, dall’invaiatura alla raccolta - in cui situazioni di stress idrico possono essere sopportate a vantaggio della qualità finale dell’uva».

«Naturalmente il deficit idrico deve essere controllato tramite dati oggettivi che non sempre è facile monitorare per via dell’unicità di ogni singola pianta e di ogni singolo terroir, ma la ricerca è impegnata attivamente su questo fronte e senza dubbio è molto importante accrescere la consapevolezza degli operatori sul tema attraverso iniziative come quella che Crédit Agricole Italia ha organizzato a Vinitaly».

La soluzione è radicale

«L’utilizzo dei portainnesti – ha aggiunto Eugenio Sartori, Direttore Generale dei Vivai Cooperativi Rauscedo - ha subito una trasformazione importante negli ultimi anni in relazione all’evoluzione della piattaforma ampelografica nazionale e al cambiamento climatico». «In questo contesto i quattro portainnesti ‘M’ ideati in esclusiva mondiale Vivai Cooperativi Rauscedo grazie ad una lunga attività di ricerca portata avanti dall’Università di Milano con il supporto di Winegraft - la start-up fondata nel 2014 da alcune delle cantine leader del vino italiano per sostenere lo sviluppo della ricerca sulla nuova generazione di portainnesti - si sono rivelati molto efficienti nell’utilizzo della risorsa idrica».

«In particolare nell’estate 2022, caratterizzata da un decorso molto caldo e siccitoso praticamente in tutte le aree viticole italiane, il portainnesto M4 ha dimostrato una tenuta superiore ai 140Ruggeri, 1103Paulsen e 110Ricther, notoriamente molto resistenti alla siccità. Anche il portainnesto M2 ha dato risultati decisamente positivi dal punto di vista agronomico ed enologico».

Più credito agli investimenti anti climate change

«La viticoltura è per noi un settore molto rilevante – ha dichiarato Vittorio Ratto, Vicedirettore generale di Crédit Agricole Italia –».

«Si tratta di una filiera con oltre seimila clienti che assorbe da sola quasi un miliardo dei nostri impieghi. Sul pegno rotativo, lo strumento che permette di anticipare alle aziende finanziamenti pari al valore dei vini stagionati in cantina, siamo in assoluto la banca leader del mercato italiano. Inoltre, abbiamo appena lanciato la prima gamma di finanziamenti appositamente studiati per l’Agricoltura finalizzati a favorire la transizione energetica delle aziende che rispettino parametri di sostenibilità».

«Con questi strumenti e con alle spalle la forza del brand Crédit Agricole nei prossimi anni intendiamo rafforzare il nostro ruolo di riferimento per il settore vinicolo e accompagnarne la trasformazione tecnologica e green. L’innovazione, infatti, è la strada maestra per assorbire gli impatti dei cambiamenti climatici e ottimizzare la gestione delle risorse idriche».

La nuova Business Unit Agri-Agro

Il convegno ha consentito di mettere in luce l’impegno di Crédit Agricole Italia ad aiutare le realtà vitivinicole italiane a fare fronte anche ai cambiamenti climatici con le innovative soluzioni creditizie messe a punto dalla nuova Business Unit Agri-Agro del gruppo bancario.

Questa nuova unità del gruppo è dedicata al coordinamento delle diverse filiere agroalimentari e al supporto specialistico delle Reti a livello Marketing, Offerta e Innovazione e mira a offrire soluzioni creditizie personalizzate a sostegno della transizione ecologica e sostenibile del settore, che sono state presentate proprio a Vinitaly.

Crédit Agricole Italia è una banca fortemente orientata all’agricoltura e all’agroalimentare e il settore vitivinicolo assorbe il 25% dei suoi finanziamenti nell’agroalimentare. Alla luce di questa vocazione naturale e della sempre maggiore importanza dell’Agribusiness, all’inizio di quest’anno il gruppo ha completato l’implementazione di un nuovo assetto distributivo che ha permesso di triplicare le risorse commerciali specialistiche a contatto con i suoi clienti del settore agricolo e agroalimentare. Accanto all’istituzione della nuova Business Unit Agri-Agro a livello centrale, il rafforzamento del coordinamento sulle filiere verticali è stato garantito anche dalla costituzione nella Direzione Banca d’Impresa del nuovo Servizio Agroalimentare.

Sulla Rete Crédit Agricole Italia dispone oggi di circa 250 risorse specialistiche tra Rete Retail, Rete Banca d’Impresa e filiera deliberativa creditizia, con presidio da parte di Gestori Agri Affari e Gestori Agro Banca d’Impresa di circa il 90% degli impieghi Agri-Agro complessivi. Sono anche stati identificati 25 Agri Poli Affari dedicati alle imprese che, per caratteristiche strutturali e principio di prevalenza, vengono connotati verso il Mercato come centri specializzati sul comparto Agri-Agro, di cui 4 sulla Viticoltura.


Il Profilo Crédit Agricole Italia

Il Gruppo Crédit Agricole è il 10° gruppo bancario al mondo con 10.9 milioni di soci, è presente in 48 Paesi tra cui l’Italia, suo secondo mercato domestico. Qui opera con tutte le linee di business: dalla banca commerciale, al credito al consumo, dal corporate & investment banking al private banking e asset management, fino al comparto assicurativo e ai servizi dedicati ai grandi patrimoni. La collaborazione tra rete commerciale e linee di business garantisce un’operatività ampia ed integrata a 5,2 milioni di clienti attivi, attraverso più di 1.500 punti vendita e oltre 17.500 collaboratori, con un crescente sostegno all’economia pari a oltre 94 miliardi di euro di finanziamenti.

Il Gruppo è formato, oltre che dalle banche del Gr uppo Bancario Crédit Agricole Italia, anche dalle società di Corporate e Investment Banking (CACIB), Servizi Finanziari Specializzati (Agos, FCA Bank), Leasing e Factoring (Crédit Agricole Leasing e Crédit Agricole Eurofactor), Asset Management e Asset Services (Amundi, CACEIS), Assicurazioni (Crédit Agricole Vita, Crédit Agricole Assicurazioni, Crédit Agricole Creditor Insurance) e Wealth Management (CA Indosuez Wealth Italy e CA Indosuez Fiduciaria).

Il futuro dei vigneti dipende dall’uso sostenibile dell’acqua - Ultima modifica: 2023-04-28T01:11:37+02:00 da Lorenzo Tosi

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