Ai raggi X il peso delle filiere Federvini nel sistema Paese

Fatturato a quota 21,5 miliardi di euro, di cui 10 derivanti dall'export, con 2.340 imprese a carattere industriale e 81.472 occupati, numeri cui vanno aggiunti i valori generati dall'indotto

Elevata l'incidenza delle indicazioni geografiche, il cui peso sul fatturato è pari a 11,9 miliardi di euro: la percentuale delle IG è del 64% in Italia e del 30% sul mercato europeo

A fine gennaio, presso la sala del refettorio della Camera dei deputati, è stato presentato lo studio "Il contributo economico e sociale delle filiere Federvini per il sistema Paese", un'analisi approfondita del valore economico e strategico delle filiere vini, spiriti e aceti in Italia, condotta per Federvini da Nomisma.

L'apporto economico e quello intangibile

Lo studio sottolinea l’apporto in termini economici (produzione, occupati, export), al quale viene sottolineato va a sommarsi il valore intangibile (espressione di tradizioni e cultura locali, tutela del territorio, biodiversità, turismo enogastronomico).

21,5 miliardi di fatturato e oltre 81 mila occupati

Il comparto esprime un saldo commerciale aggregato netto che raggiunge gli 8,4 miliardi di euro e un fatturato di 21,5 miliardi di euro, di cui 10 derivanti dall'export.
Altro numero chiave le 2.340 imprese a carattere industriale con 81.472 occupati.

Forte propensione all'export nei 5 continenti

Decisiva come si accennava la propensione all’export, con volumi triplicati in alcuni mercati chiave.
I prodotti delle filiere Federvini sono consumati in tutti i continenti con una destinazione del 27% in Nord America, del 42% in Europa e del 19% in Russia.

Ottima la reputazione, sempre al primo o secondo posto

Il rapporto indaga anche in riferimento alla reputazione dei prodotti italiani rispetto ai competitors, con il Belpaese al primo posto per vermut e aceti, al secondo, dietro la Francia, per vini fermi imbottigliati e spumanti, e sempre al secondo per i liquori, a ridosso della Germania.

Notevole l'incidenza delle Indicazione Geografiche

Un successo, non solo all'estero, si sottolinea nel rapporto, è quello che deriva dall'elevata incidenza delle indicazioni geografiche, il cui peso è pari a 11,9 miliardi di euro sui 21,5 totali.
Il peso percentuale delle IG è del 64% in Italia e del 30% sul mercato europeo del vino e degli spirits.

Settore con alto moltiplicatore del valore

Dal report emerge anche come sia rilevante il contributo al sistema Paese: ogni euro di valore creato dalle filiere Ferdevini ne genera 4,2 euro nell'intera economia, per un valore aggiunto totale di 20,5 miliardi di euro e un peso sull'economia nazionale dell'1,5%.

Rilevante anche il peso occupazionale dell'indotto

Lo studio riporta l'impatto indiretto per settore e quello sul fronte occupazione, con gli 81 mila occupati delle filiere che crescono fino a 460 mila considerando l'indotto, con un effetto moltiplicatore di 5,6.

Sostenibilità ambientale: un impegno riconosciuto

L'aspetto della sostenibilità è centrale per le imprese delle filiere, con il 70-80% di queste attive in azioni a tutela dell'ambiente, del benessere dei lavoratori e dell'interesse collettivo.
Un impegno riconosciuto dal consumatore italiano: l'85% ritiene che queste imprese contribuiscano allo sviluppo economico e alla valorizzazione delle tradizioni locali.

Le preoccupazioni e le sfide per il futuro

La filiera, seppur forte e strutturata, si evince dalle conclusioni del rapporto, si trova a fronteggiare un contesto economico incerto, con molteplici sfide su più fronti: incertezze economiche, tensioni geopolitiche e i rischi derivanti da possibili interventi normativi restrittivi legati agli abusi nei consumi a danno della salute.

Ai raggi X il peso delle filiere Federvini nel sistema Paese - Ultima modifica: 2024-02-04T16:13:16+01:00 da Gilberto Santucci

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