La stampa digitale inkjet UV LED per il settore vinicolo

Diversificare per acquisire nuovi mercati: sembra un assunto semplicissimo. Eppure quando a dover essere diversificati e personalizzati non sono tanto (o non solo) i prodotti offerti, bensì i loro abiti (il packaging in senso lato), le cose tendono a complicarsi. Caliamoci nel settore enologico. Ogni tipologia prodotta da una cantina sarà identificata da una data etichetta, che il produttore avrà ideato o scelto tra quelle proposte dal suo fornitore e avrà fatto stampare in un certo numero di pezzi. Il costo del singolo pezzo, normalmente realizzato con le tecniche di stampa offset o in bobina, sarà tanto minore quanto maggiore sarà il numero di etichette commissionate allo stampatore, grazie alla più favorevole ripartizione dei costi fissi (realizzazione impianti, avvio macchina...). Anche il numero di colori necessari per stampare le nostre etichette farà la differenza sul prezzo finale, così come le eventuali nobilitazioni da eseguire dopo la stampa tradizionale (fustelle, lamine metalliche a caldo etc.). I conti sono presto fatti: la produzione di un numero limitato di etichette (diciamo al di sotto dei 1.000 pezzi), a maggior ragione se molto particolari e in qualche modo impreziosite, è nella maggior parte dei casi antieconomica. E questo abbatte il vantaggio che potrebbe derivare, invece, dalla personalizzazione di piccole partite di prodotto destinate a un singolo acquirente dalle esigenze particolari: un ristorante, un’enoteca, un privato. Chiunque voglia, insomma, un prodotto vestito su misura. Ci si trova allora a un bivio: o il cliente è disposto a pagare un sovrapprezzo, tale da coprire almeno il maggior costo di produzione dovuto alla personalizzazione, o il gioco non vale la candela. Ma con la stampa digitale il problema non si pone…

Poco è bello… e vantaggioso

La stampa digitale rende possibile la realizzazione, a costi accessibili, di quantitativi anche molto limitati di quelli che gli anglosassoni chiamano prodotti customizzati, con tutti i vantaggi che ne conseguono in termini di acquisizione di nuove fette di mercato non raggiungibili con le tecnologie tradizionali”. È quanto sostiene con forza Massimo Bompan, presidente e fondatore della varesina Bompan Srl, importatore esclusivo per il mercato italiano di Mimaki, azienda globale con headquarter in Giappone, leader nella produzione di soluzioni di stampa digitale e sistemi da taglio dedicati alla grafica, al tessile e abbigliamento, nonché a differenti business verticali all’interno del mercato industriale. “A sottendere la filosofia produttiva di Mimaki sono sempre state la qualità e l’affidabilità – prosegue Massimo Bompan – cui ora si è aggiunta la velocità. Forti dei continui avanzamenti nella tecnologia Mimaki, abbiamo deciso quest’anno di saggiare l’interesse degli operatori della filiera vitivinicola per le applicazioni della stampa digitale e per le possibilità di personalizzazione che essa offre, partecipando all’ultima edizione di Vinitaly-Enolitech. E il feedback è stato entusiasmante”.

 

Le proposte per il settore enologico

Allo stand di Bompan nell’ambito di Enolitech 2012 i visitatori hanno potuto vedere in azione due stampanti Mimaki che sfruttano la tecnologia UV LED: la UJF-3042FX e la UJF-3042HG. Mimaki UJF-3042FX è la soluzione per la personalizzazione tramite stampa diretta di piccole o grandi quantità di capsule, tappi in sughero e sintetici, scatole di legno e packaging in cartone, plexiglass e alluminio, cavatappi e gadget di ogni sorta. Può montare 3 differenti inchiostri a seconda delle caratteristiche del supporto da stampare e delle lavorazioni successive. È una tecnologia full color, per cui i costi di stampa non variano al variare del numero di colori impiegati, e anche colori particolari come oro e argento vengono ottenuti direttamente in stampa e non con nobilitazioni successive. È infine possibile  effettuare la stampa multistrato, per ottenere effetti in rilievo. Le caratteristiche dei modelli entry level UJF-3042FX e UJF-3042HG si applicano su scala maggiore al sistema di stampa UJF-706, per arrivare alle attuali soluzioni top di gamma JFX-1615 plus e JFX-1631 plus. Una dimensione maggiore del piano di stampa che permette di aumentare il numero di pezzi stampati e personalizzati, la capacità di gestire supporti di differenti spessori (fino a 15 cm) e l’accresciuta produttività sono le principali varianti che presentano questi sistemi.

Tecnologie 100% green

Da sempre attenta ai temi dell’ecocompatibilità, Mimaki produce macchine a ridotto consumo energetico che utilizzano materiali a basso impatto ambientale. Anche l’inchiostrazione messa a punto da Mimaki riduce al minimo le quantità usate, pur garantendo risultati altamente qualitativi: è possibile impiegare gocce di inchiostro di diverse dimensioni e addirittura, nelle soluzioni tecnologiche più avanzate, calibrare tramite software il quantitativo di inchiostro per tipologia di goccia. “La tecnologia Mimaki presentata a Vinitaly – spiega Cristiano Russo, Project Manager di Bompan – è già di per sé molto green, perché utilizza inchiostri in soluzione acquosa fissati sui supporti da lampade UV LED. Dunque niente solventi e nessuna emissione di sostanze volatili nell’ambiente di lavoro, così come nessuna emissione di ozono, che invece caratterizza le lampade alogene. Rispetto a queste ultime, inoltre, le lampade LED sono caratterizzate da consumi minori e da maggior durata”. 

Novità in arrivo

Racconta ancora Massimo Bompan: “Ad ottobre avremo l’onore di presentare in anteprima mondiale la nuovissima stampante Mimaki JFX500-2131, che diventerà il nostro top di gamma grazie alla più ampia area di stampa disponibile, alla capacità di gestire supporti fino a 10 cm di spessore e all’eccezionale velocità di stampa. Questa tecnologia stabilirà nuovi standard produttivi che avranno un impatto positivo anche sul comparto vitivinicolo”.

Il futuro

Massimo Bompan ha le idee molto chiare sull’evoluzione che nel breve-medio periodo subirà la stampa per il comparto industriale in genere e per quello enologico in particolare: “In tempi non troppo lunghi ogni azienda vitivinicola che imbottiglia e commercializza potrebbe possedere una propria stampante digitale con la quale stampare, con l’ausilio di un PC e di semplici software, ciò che serve nei tempi desiderati. E, fatto ancor più importante, si potrà tornare a dare spazio alla creatività, troppo spesso limitata dai costi elevati della stampa tradizionale. Infine, le possibilità di prototipazione saranno pressoché infinite”. 

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