
“La Commissione Salute del Parlamento europeo ha adottato un testo sull’implementazione dell’European Beating Cancer Plan che, per quanto riguarda il consumo di alcol, è certamente più equilibrato rispetto a quanto paventato, a partire dalla distinzione tra consumo tout court e quello “dannoso” (“harmful”). Il testo, ora all’esame in plenaria, ribadisce quanto già stabilito: non tutto il consumo è dannoso, lo è quello compulsivo. E questo è un concetto fondamentale per l’approccio – da sempre moderato – al vino. Unione italiana vini (Uiv) auspica che l’indirizzo, anche politico, dato dall’Istituzione 4 anni fa e ribadito oggi in Commissione SANT non debba in futuro rientrare un’altra volta dalla finestra”. È il commento del presidente di Unione italiana vini (Uiv), Lamberto Frescobaldi alla bozza, approvata in Commissione Salute del Parlamento europeo, del Beating cancer plan (BECA) che andrà, probabilmente, al voto in sessione plenaria di ottobre.
Una posizione di equilibrio
Il testo, rileva Uiv, oltre a escludere concetti come “no safe level”, riconosce i progressi fatti dal settore del vino, unica bevanda alcolica, in materia di informazione al consumatore su ingredienti e nutrizionali, oltre all’etichettatura digitale. Le richieste del Piano BECA di limitazioni al marketing e promozione negli eventi sportivi sono limitati alla potenziale esposizione dei minori, sull'etichettatura si insiste sui valori nutrizionali e ingredienti in un testo che come prevedibile fa sintesi tra i sacrosanti obiettivi del programma e un settore, quello degli alcolici e del vino in particolare, alle prese con una pressione senza precedenti sui mercati, con una significativa contrazione dei consumi mondiali (-11% in volume negli ultimi 4 anni) e un calo delle vendite di vino italiano all’estero, con tendenziali a valore a -3,7% nel 2025 (7,7 miliardi di euro) e -6,2% nel primo semestre 2026.
Radica (Città del Vino): “Positivo voto Parlamento europeo, vino va tutelato. E’ l’abuso che è da contrastare”
“Giudichiamo positivo l’esito della votazione che ha avuto luogo al Parlamento europeo sul Piano di lotta contro il cancro. Pur essendo un passaggio tutt’altro che decisivo, che era relativo al monitoraggio dell’implementazione del Piano, è importante che sia stata ribadita per quanto riguarda il vino una linea che era già passata, ovvero la distinzione tra consumo moderato e abuso: un approccio cioè sostanzialmente contrario alla demonizzazione del prodotto”: lo dichiara Angelo Radica, presidente dell’Associazione Nazionale Città del Vino e della rete europea delle città del vino Recevin.
Radica sottolinea: “Le città del vino italiane ed europee riterrebbero ingiusto e iniquo condannare in toto il consumo di vino, senza cioè distinguere tra uso e abuso. Una lettura integralista del Parlamento europeo avrebbe potuto portare a questa follia che avrebbe, attraverso disposizioni su etichettature e pubblicità, penalizzato fortemente un prodotto che ha un peso molto rilevante nel sistema economico di molti Paesi. Misure analoghe erano già state bocciate dal Parlamento europeo quattro anni fa, e del resto sono le risultanze scientifiche a indicarci che abuso e consumo moderato non possono in nessun caso essere equiparati per quanto concerne gli effetti sulla salute. E’ nella lotta all’abuso che occorre quindi concentrarsi, attraverso il sostegno e la promozione di piani di formazione e di informazione che siano rivolti soprattutto ai giovani. Il vino va inoltre tutelato come espressione di cultura e identità dei territori, frutto di lavoro e di tradizione, per il portato ambientale e paesaggistico che trasmette. Sarebbe un errore enorme considerarlo e trattarlo semplicemente come un prodotto a base di alcol”.






