Selezionate dall’Università di Udine e dall’Istituto di Genomica applicata

Nuove varietà resistenti e nuovi portinnesti al servizio della Nuova Viticoltura

Per rispondere all'esigenza sempre più sentita del consumatore di attenzione all’ambiente e di riduzione dell’utilizzo di fitofarmaci
La varietà resistente Fleurtai.
La varietà resistente Fleurtai.

Nel corso dell’ultimo secolo, la viticoltura si è profondamente trasformata sia come caratteristiche dei vigneti dei Paesi tradizionalmente viticoli, sia in riferimento agli areali di coltivazione. Negli ultimi anni si è infatti assistito ad un progressivo decremento della superficie vitata in Paesi tradizionalmente viticoli (Francia, Italia, Spagna) compensato dall’incremento della superficie a vite in altri Paesi (Cina, Turchia, Stati Uniti, Argentina, Cile). Queste trasformazioni richiedono nuove tecniche di coltivazione, nuove varietà e nuovi portinnesti che si adattino alle diverse caratteristiche dei vigneti ed alle condizioni pedoclimatiche delle nuove aree vitate. In questo contesto, le varietà resistenti selezionate dall’Università di Udine e l’Istituto di Genomica applicata possono rappresentare una delle risposte alle nuove esigenze della viticoltura. Per la loro resistenza a peronospora ed oidio possono essere infatti utilmente utilizzate in quelle aree vitate che presentano condizioni climatiche particolarmente favorevoli a tali patologie (Rio Grande do Sul – Brasile, Abkazia, ma anche le nostre aree prealpine) e in aree in cui la viticoltura si è sviluppata su basi di elevata competitività di prezzo (Mancha, Sud Africa, Cina); possono trovare facile applicazione in zone vitate contigue ad insediamenti abitativi (es. zona del Prosecco, zona del Cava in Spagna, Collio) e più generalmente possono essere utilizzate da tutti quei viticoltori che vogliono rispondere ad un’esigenza sempre più sentita del consumatore di attenzione all’ambiente e di riduzione dell’utilizzo di fitofarmaci. I nuovi portinnesti dell’Università di Milano possono essere utilizzati in suoli con problematiche di salinità, siccità o tenore di calcare attivo, dove i portinnesti tradizionali non garantiscono risposte produttive, ma soprattutto qualitative soddisfacenti.

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