Un'occasione di aggiornamento per tecnici e viticoltori biologici

Incontro su viticoltura bio e macchinari per il futuro

Presso la Fondazione Edmund Mach di San Michele all'Adige, lunedì 3 giugno 2013 alle 8.45

La viticoltura biologica e i macchinari innovativi che riducono il compattamento del suolo e il consumo di energia sono al centro dell’incontro in programma lunedì 3 giugno 2013, alle ore 8. 45, presso l’aula magna della Fondazione Edmund Mach di San Michele all’Adige. Si tratta di un evento di aggiornamento per tecnici e viticoltori biologici promosso dal Centro Trasferimento Tecnologico. Presentato da Enzo Mescalchin, l’incontro vedrà intervenire il ricercatore svizzero Olivier Viret di Waedenswill, che farà il punto sulle malattie del legno della vite, mentre Mauro Varner del gruppo Mezzacorona parlerà di peronospora, illustrando le esperienze realizzate nel 2012. Spazio poi alla discussione e alle 11 esposizione di macchine e attrezzature per ridurre il compattamento del suolo. Riflettori puntati sul mal dell'esca: come noto le malattie del legno costituiscono un problema specialmente nei vigneti con una certa età, che dovrebbero dare i migliori risultati quantitativi. Il ricercatore svizzero Olivier Viret ha studiato le comunità di funghi presenti in ceppi sani e malati, concludendo che non è la sola presenza di funghi patogeni a determinare l'attacco delle malattie del legno, ipotizzando altri fattori che determinano la comparsa di danni. Mauro Varner illustrerà le esperienze condotte nel 2012 sulla peronospora, mettendo in evidenza come in annate difficili il risultato dipende in maniera determinante dalla tempestività dell'intervento. Nella parte finale della mattinata saranno esposte alcune macchine e attrezzature utili alla riduzione della compattezza del suolo. Si tratta di congolati gommati o di moto a quattro ruote che possono sostituire la trattrice in alcune operazioni colturali con una notevole riduzione di pesi e consumi. Queste attrezzature sono particolarmente interessanti per la viticoltura provinciale in quanto si prestano ad essere utilizzate su aziende di ridotte superfici e in condizioni di elevata pendenza.

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