Pioniere dei trattamenti a basso volume d’acqua

MARTIGNANI: l’aria diventa alleata anche contro la deriva

Un ruolo di primo piano nello sviluppo dei modelli e sistemi più innovativi per l’uso sostenibile dei fitofarmaci

Fin da quando (1958) Martignani introdusse in Italia il metodo dei trattamenti a basso volume d’acqua, ha via via svolto un ruolo di primo piano nello sviluppo dei modelli e sistemi più innovativi per l’uso sostenibile dei fitofarmaci. Dei 18 riconoscimenti (tra cui 5 medaglie d’oro e 4 d’argento) conseguiti nei concorsi internazionali, 4 sono attribuiti (2014) al mod. M612 “DUO WING JET” – brev. europeo ep 2689662 a1 – e altri 4 (2016) al mod. M612 “SÜDTIROL” – brev. europeo ep 3087835. Il “DUO WING JET” può definirsi la migliore alternativa alle irroratrici a tunnel, in quanto effettua il recupero del prodotto combinando l’azione dell’attrazione elettrostatica fra le microgocce polarizzate (+ -) e la vegetazione con quella di due speciali schermi protettivi a cuscino d’aria allargato oltre i loro perimetri, senza alcun riciclo di miscela antiparassitaria, con 99% di effetto non solo anti-deriva, ma anche anti-residui chimici su frutta, uva, vino, ecc. certificati. Il “SÜDTIROL” rappresenta pure una soluzione mai concepita prima per elevare al massimo grado il controllo della deriva nei trattamenti a vigneti e frutteti anche con protezioni anti-grandine, prossimi ad ambienti sensibili da salvaguardare. È noto che alle irroratrici a convezione d’aria tradizionali, anche con convogliatori a torretta per distribuzione più mirata, viene imposto di chiudere nelle situazioni critiche non solo il liquido ma anche l’aria, dato che i loro dispositivi antigoccia sono di limitata efficienza, ma il “SÜDTIROL”, dotato di un sistema antigoccia integrato di assoluta efficacia (brev. n° 1399134) sfrutta in modo originale proprio l’aria per formare una cortina protettiva delle aree da rispettare. Significativa a tal proposito la conclusione del final report scaturito dai severi test per la riduzione della deriva effettuati in meleto nell’agosto 2016 dal centro di saggio della Fondazione E. Mach dell’Istituto Agrario di S. Michele all’Adige (TN): “La regolazione del nebulizzatore con bocchette parallele al filare trattato – e la conseguente formazione della cortina d’aria a protezione dei filari adiacenti ai trattati – in abbinamento con il dispositivo di carica elettrostatica attivo, ha consentito di evitare totalmente l’inquinamento del filare di Golden Reinders”. Il medesimo sistema è fruibile anche col noto mod. M612 “TURBO 3” – Premio Novità Tecnica EIMA 1988, il precursore di tutti i modelli plurifilari del mercato.

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