Le macchine più tecnologiche permettono notevoli risparmi

Come gestire i vigneti in modo più redditizio e sostenibile

Necessario adeguarsi alle direttive europee sempre più stringenti
Con le moderne irroratrici a recupero di prodotto è possibile ridurre fino al 50% le quantità di sostanze impiegate per i trattamenti nei vigneti e contribuire a rendere più sostenibile la gestione agronomica

Migliorare e ottimizzare la gestione dei trattamenti fitoiatrici: è possibile? La risposta è affermativa. Ed è soprattutto sulle colture arboree - frutticole, vite e l’olivo - che sussistono i più ampi margini di miglioramento. Infatti, per queste colture l’espressione della dose autorizzata per i trattamenti fitoiatrici non è più in linea con le condizioni attuali, fattore che può essere limitante soprattutto per le attrezzature più performanti dal punto di vista della sostenibilità: irroratrici a recupero prodotto e a rateo variabile che, come vantaggio principale, hanno proprio quello della riduzione della dose distribuita ad ettaro.

L'importanza della sostenibilità nei vigneti

L’espressione della dose è un tema scottante, molto dibattuto a livello europeo, con implicazioni sia per il processo di armonizzazione delle autorizzazioni alla commercializzazione dei prodotti fitosanitari, sia dal punto di vista dell’impatto ambientale.
Per molto tempo l’adeguamento del volume d’acqua e l'ottimizzazione della miscela acqua-prodotto sono rimasti in secondo piano rispetto alla scelta dei formulati e del momento in cui distribuire. Negli ultimi anni invece l’evoluzione delle conoscenze fitoiatriche e la necessità di programmi di difesa sempre più ecocompatibili hanno stimolato studi relativi a questi aspetti, di cui ci si sta occupando in diversi modi in vari stati della Ue, in attesa di una armonizzazione e con lo scopo finale di adattare volumi e dosi allo sviluppo vegetativo della coltura. L’Europa sta mettendo attualmente a confronto tutte le soluzioni adottate nei diversi Paesi e le ultime indicazioni che trapelano dalle commissioni tecniche sembrano convergere verso l’adozione del metodo di calcolo denominato Leaf Wall Area.
Esso prevede di variare la dose in funzione della superficie della parete vegetativa. Il metodo non tiene conto della larghezza o densità della chioma e si calcola con la formula:

LWA [m2/ha] = 2·X 10000 ∆h (altezza della pianta) / b (interfila)

Il calcolo della parete vegetativa da proteggere tiene conto di parametri diversi in funzione delle diverse forme di allevamento (a parete, in volume, a tetto). L’espressione della dose così indicata dovrà successivamente essere aggiustata attraverso fattori di correzione che tengano conto dello sviluppo vegetativo nelle diverse fasi fenologiche.

vigneti
L'irroratrice a recupero di prodotto Drop Save di Ideal

Drop Save: l’innovazione nell'irrorazione a marchio Ideal

Nell’ultimo decennio la produzione di uva e di vino è cresciuta anche laddove essa risultava un’attività marginale e Ideal, azienda veneta che dal 1947 progetta e costruisce macchine per la protezione delle colture, ha risposto in maniera proattiva a questo scenario in evoluzione, perfezionando la propria offerta.
Tra tutti i modelli proposti, Drop Save è il nebulizzatore più all’avanguardia: ecosostenibile e tecnologicamente avanzato, si caratterizza per l’innovativo sistema di recupero e il nuovo comando DS brevettato.
Certificato Enama/Entam, Drop Save è disponibile con cisterne da 1000 e 2000 litri ed è strutturato per lavorare in basso volume (100-300 L/ha) su 2 filari completi contemporaneamente grazie a 4 pannelli su cui ci sono sia una serie di diffusori per l’erogazione del liquido, sia una barriera frangiflutto che trattiene tutto il liquido nebulizzato che non si deposita sulle piante, soprattutto quando la vegetazione è scarsa. La soluzione erogata che non si deposita sulla vegetazione viene recuperata dal pannello opposto e, attraverso un sistema di aspirazione brevettato, rimandata alla cisterna principale. In media, durante l’intera stagione Drop Save consente di recuperare il 50% del liquido nebulizzato, con un conseguente risparmio di tempo e risorse.
Ecosostenibile, dunque, ma anche tecnologico. Drop Save, infatti, è dotato di uno speciale comando e di una serie di sensori di Hall sui pannelli che consentono di lavorare in modo automatizzato, aprendoli e chiudendoli e gestendo l’erogazione del liquido in modo automatico in funzione dei dati impostati dall’operatore. Il comando DS, rinnovato e brevettato, è ora touch screen e permette di inserire molti altri dati relativi ai trattamenti da eseguire, nonché monitorare in tempo reale le operazioni in esecuzione acquisendo i dati dai sensori presenti sulla macchina. Tutti questi dati possono poi essere trasferiti tramite bluetooth e memorizzati in un database consultabile in cloud da smartphone e computer. Non solo, utilizzando l’apposita applicazione per smartphone “DropSave” o il portale web dedicato, è possibile consultare i dati in tempo reale e inserirli anche da altri dispositivi. Ancora, il comando DS permette la geolocalizzazione della macchina e la tracciatura delle aree trattate e di inserire automaticamente i dati rilevati in un quaderno di campagna studiato per eliminare errori di compilazione e dimenticanze da parte dell’operatore.
Drop Save è dunque stato progettato e realizzato per essere a tutti gli effetti una macchina di nuova generazione, ecosostenibile e altamente specializzata, concepita per facilitare al massimo il lavoro dell’operatore e risparmiare tempo e risorse.
Drop Save e molti altri sprayer all’avanguardia saranno testati a Enovitis in Campo che si terrà a Fabbrico (RE) il 21 e 22 giugno 2018.

L’esperienza di chi lo usa

Risparmio e sostenibilità. Antonio Finesso, contoterzista di Terrassa Padovana (PD), non ha dubbi sull’efficacia delle irroratrici a recupero di prodotto in fatto di minori costi per le aziende agricole e soprattutto di minor impatto ambientale. Finesso possiede due Drop Save, acquistate nel 2015 e 2016, per trattare un centinaio di ettari di vigneti collocati nella bassa padovana, tra i comuni di Battaglia Terme e Correzzola. I vitigni sono Glera, Pinot Grigio e Chardonnay, allevati a cordone libero, doppio capovolto, Guyot e Sylvoz.
"Vengo da due generazioni di contoterzisti specializzati in seminativi - spiega Antonio - poi in queste zone i vigneti hanno preso il posto di mais e grano e quindi ho deciso di attrezzarmi per le lavorazioni della vite. Ho scelto Ideal su consiglio di amici e non mi sono pentito: oltre ai vantaggi in campo, il servizio di assistenza post vendita è davvero efficiente, i fermi macchina sono praticamente nulli".
Per quanto riguarda i benefici economici e ambientali, sono i numeri a parlare: "Nel cordone libero e nel doppio capovolto - afferma l’imprenditore veneto  - fino al sesto/settimo trattamento la media di recupero di prodotto è del 50%, dall’ottavo trattamento in poi la media scende al 30%. Negli impianti Guyot si registra una riduzione della dispersione ancora più marcata, con una media del 50% fino ai primi dieci interventi".

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