Parla Marcello Lunelli, presidente di Winegraft

Portinnesti serie M: la storia di un successo, una storia di successo

"La ricerca viticola italiana sta di fatto precorrendo i tempi"

MarcelloLunelliCe ne siamo occupati di recente su questo sito e già in passato dalle pagine di VQ (Settembre 2012).
Il riferimento è ai nuovi portinnesti della serie M, risultato di un lungo lavoro di selezione condotto dall’Università di Milano, sotto la guida del prof. Attilio Scienza e dei suoi collaboratori, a partire dagli anni Ottanta del secolo scorso (e al quale hanno contribuito anche altri atenei e centri di ricerca). Ora tali portinnesti risultano iscritti al Registro Nazionale delle Varietà di Vite e sono quindi potenzialmente – e nei fatti – disponibili per i viticoltori.
A moltiplicarli e commercializzarli sarà una realtà di primo piano nel settore del vivaismo viticolo come i Vivai Cooperativi Rauscedo, controllati da IpadLab, spin-off dell’Università di Milano che si occuperà di verificare sanità e rispondenza genetica delle barbatelle prodotte con i portinnesti della serie M e che sarà anche detentore dei diritti commerciali su tali varietà.
Ma il progetto va avanti. E la ricerca ha bisogno di finanziamenti, si sa.
Il prosieguo della ricerca sarà garantito dal mezzo milione di Euro messi sul piatto dalla neo-costituita società Winegraft, di cui fanno parte – oltre alla veneta Fondazione di Venezia e alla trentina Bioverde – nove produttori vitivinicoli di primaria importanza nel panorama nazionale, geograficamente distribuiti lungo tutto lo stivale: Ferrari, Zonin, Bertani Domains, Armani Albino, Nettuno Castellare, Banfi, Cantina Due Palme, Claudio Quarta Vignaiolo, Cantine Settesoli.
Un caso virtuoso di collaborazione fattiva e concreta tra ricerca e mondo produttivo. E una dimostrazione indiscutibile del fatto che il trasferimento tecnologico esiste e funziona nel nostro Paese.
Come è stata pensata l’operazione nella sua globalità?
Ce lo ha spiegato il presidente di Winegraft Marcello Lunelli (Cantine Ferrari), da noi raggiunto telefonicamente.
Molto semplicemente, in fase iniziale parte delle royalty che deriveranno dalla vendita dei portinnesti serie M andranno a coprire lo sforzo economico sostenuto dalle aziende partecipanti a Winegraft. Nel momento in cui queste avranno completamente recuperato quanto messo a disposizione oggi, le royalty successivamente maturate per il 50% andranno nuovamente a finanziare la ricerca del gruppo di lavoro del prof. Attilio Scienza.
È la storia di un successo“, afferma Marcello Lunelli (foto). “Ed è un successo – prosegue – per almeno tre motivi. Il primo è che ormai da più di un secolo nel campo dei portinnesti non si giungeva a selezionare alcunché di nuovo. Il secondo è che ad aver raggiunto un obiettivo così importante è stata la ricerca italiana. E il terzo è il coinvolgimento e l’impegno da parte di queste undici aziende che, partecipando in prima persona a questo progetto, dimostrano lungimiranza, sensibilità e la volontà di fare qualcosa di importante per tutto il settore vitivinicolo italiano“.
Non solo – prosegue Lunelli – Con questi nuovi portinnesti, e altri che verranno, la ricerca italiana sta di fatto precorrendo i tempi e mettendo già da ora a disposizione dei viticoltori di tutto il mondo genotipi con caratteristiche tali da supportare le esigenze di una viticoltura in evoluzione, per effetto dei mutamenti climatici in corso. Questi ultimi modificano il comportamento della vite nella aree dove essa è coltivata da secoli ma al contempo determinano lo spostamento delle aree vitate in zone dove fino a poco tempo fa era impensabile portare a maturazione uve di qualità. La capacità di sfruttare l’acqua presente nel terreno con una elevatissima efficienza e di resistere alla salinità sono, tra le altre, caratteristiche che questi nuovi portinnesti possiedono. E che ne faranno – noi siamo molto fiduciosi da questo punto di vista – un successo della ricerca viticola italiana nel mondo. E anche un successo commerciale, se pensiamo che nel Nuovo Mondo produttivo il tasso di rinnovamento dei vigneti è spesso più elevato di quello che caratterizza la viticoltura di casa nostra“.

 

Portinnesti serie M: la storia di un successo, una storia di successo - Ultima modifica: 2014-09-14T20:41:37+00:00 da Redazione

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