Una malattia la cui diffusione cresce nei vigneti italiani

L’Oidio e la qualità di uve e vino

Per garantire produzioni di qualità, indispensabile la difesa precoce

Malattia un tempo temuta soprattutto al Sud e in viticoltura da tavola, l'Oidio vive da qualche anno una fase di crescita anche al nord, nei vigneti destinati alla produzione di uve da vino. Qui esso si sta diffondendo non più solo in collina (dove tipicamente lo si è sempre riscontrato), ma anche in ambienti di pianura più umidi e piovosi, più facilmente associabili a problemi peronosporici. Le problematiche legate allo sviluppo dell'Oidio in vigneto sono molteplici, ma tra queste va sicuramente sottolineato lo scadimento e l'appiattimento del profilo aromatico delle uve attaccate, nel momento in cui esse vengono ammostate e vinificate. oidio ok_portaleIl problema, con intensità maggiori o minori, si verifica potenzialmente su tutte le varietà, ma si rivela particolarmente penalizzante nel caso di vitigni aromatici. In Piemonte, per esempio, sono noti casi di grave depauperamento, fino ad annullamento, della carica aromatica tipica delle uve Moscato attaccate da Oidio. Non è ancora chiaro il meccanismo con cui si verifica questo abbattimento degli aromi - impedimento della sintesi o distruzione degli aromi nel periodo tra l'invaiatura e la raccolta, essendo comunque gli attacchi di Oidio molto precoci nella stagione vegetativa - ma il problema può essere talmente grave da inficiare in modo irrimediabile i tratti sensoriali tipici dei vini da Moscato. Dunque la difesa diventa un nodo cruciale e un intervento irrinunciabile. Difesa che deve essere assolutamente mirata e tempestiva, poiché solo interventi precoci consentono di ridurre la concentrazione di ascospore diffuse dai cleistosteci, strutture svernanti dell'Oidio, già nelle prime fasi della stagione vegetativa. Da questo punto di vista giungono in aiuto al viticoltore sia i modelli previsionali sempre più precisi che la ricerca mette a disposizione, tra cui Vite.net®, sviluppato da Horta e diffuso anche grazie alla collaborazione con BASF, sia prodotti specifici, caratterizzati da efficacia e flessibilità d'uso. Oltre che della tempestività, la difesa antioidica deve tenere conto dell'importanza di utilizzare i prodotti in alternanza, per evitare l'insorgenza di fenomeni di resistenza e salvaguardare l'efficacia dei principi attivi. Tra i fiori all'occhiello di BASF per la difesa antioidica vi è Cantus, prodotto particolarmente interessante per la sua doppia azione di antioidico e antibotritico, doppia attività ancora garantita dal prodotto nonostante siano trascorsi dieci anni dalla sua introduzione sul mercato. Pertanto Cantus consente di semplificare i programmi di trattamento del vigneto. BASF_Banner_Cantus_300x250_2016Cantus è dotato di elevata resistenza al dilavamento e lunga persistenza di azione, caratteristiche chiave che consentono di ottenere alte performance tecniche su entrambe le malattie. Il posizionamento di Cantus in allegagione/pre-chiusura grappolo garantisce una sua perfetta integrazione nella linea antioidica e antibotritica di BASF, nel momento più delicato ed importante sia per l’Oidio che la Botrite. Cantus rappresenta, quindi, un efficace strumento di difesa in grado di garantire uve sane ed aumentare la redditività del viticoltore, incrementando la qualità e facendo risparmiare tempo e denaro. Un unico trattamento contro Oidio e Botrite. Grappolini           Posizionamento in allegagione/pre-chiusura grappolo Cantus 1-1,2 L/ha a tutta parete

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L’Oidio e la qualità di uve e vino - Ultima modifica: 2016-05-10T15:05:42+02:00 da Redazione

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