Presso l’Enoteca provinciale del Trentino

Ottant’anni e non sentirli: la Mostra dei vini del Trentino

42 cantine, 130 etichette in degustazione

Compie ottant’anni e non li dimostra, la Mostra dei vini del Trentino. Un evento, che dopo aver cambiato molte sedi, ha trovato quella attuale all’interno dell’Enoteca provinciale del Trentino nello storico Palazzo Roccabruna nel centro storico di Trento. La prima edizione risale al 1925. La serie è poi stata interrotta per un decennio a causa della guerra, nel 1947 ha ripreso e con alterne sedi e vicende è giunta a all’80a edizione, sempre organizzata dalla Camera di Commercio. Il suo presidente Gianni Bort, nella presentazione dell’edizione n. 80, ha ricordato che la mostra è sempre stata nei decenni la cartina di tornasole per il settore, ma se ha potuto tagliare questo traguardo è perché è una realtà dinamica che ha saputo costantemente rinnovarsi, confermando quel ruolo di centralità per la citta di Trento oltre che per i produttori. L’edizione 2017 ha visto la presenza di 42 cantine (tutte le cantine sociali e una parte dei privati), che presentano nelle sale di Palazzo Roccabruna 130 etichette in degustazione. Oltre 3.200 le persone che nei quattro giorni (25-28 maggio 2017) hanno fatto visita all’evento, che si è dimostrato interessante anche per il turismo. L’APT Trento Monte Bondone, ha organizzato dei pacchetti ad hoc per l’occasione. Oggi la mostra serve per dar forza al brand Trentino, ed è sempre stata caratterizzata dalla ricerca della massima sinergia fra pubblico e privato, ha sottolineato Mauro Leveghi segretario generale della CCIAA, aspetto questo ripreso anche da Bruno Lutterotti, presidente del Consorzio Vini del Trentino, che si sta attivando per portare alla mostra quel forte impegno sul fronte della sostenibilità ambientale che vede coinvolti quest’anno oltre 6.000 produttori che otterranno la certificazione ambientale in base al disciplinate SQNPI, voluto dal Ministero. Ma alla domanda cosa vogliamo fare della mostra, ha affermato che “è giusto che sia oggetto di un costante confronto, e per il 2018 saremo in grado di presentare i risultati del progetto di certificazione della sostenibilità. Di fronte ad un mercato sempre più internazionalizzato, per noi piccola realtà che rappresenta l’1% del vino italiano il confronto non può avvenire solo sul fatturato, ma la grande sfida è quella di una produzione sempre più sostenibile“. Se la sede principale della mostra è stata a Palazzo Roccabruna, grazie all’azione di coinvolgimento di 22 locali della Strada del Vino e dei sapori sono stati proposti aperitivi e menù dedicati. Inoltre, grazie alla programmazione nell’ultimo fine settimana di maggio, l’evento coincide con Cantine Aperte. Questo ha consentito ai visitatori interessanti escursioni nei luoghi in cui il vino nasce, con degustazioni enologiche e gastronomiche, ha ricordato il presidente della Strada, Francesco Antoniolli. “Vogliamo un Trentino enodiverso, che promuova la biodiversità in termini di specie viticole e di produzioni,  che sappia valorizzare il lavoro di tutti gli attori: produttori, vignaioli compresi, trasformatori, responsabili degli acquisti della ristorazione e del commercio, con un occhio sempre attento alle grandi opportunità che ci offre il turismo”, ha affermato l’assessore all’Agricoltura, Promozione e Turismo, Michele Dallapiccola, che ha sottolineato come il binomio vino-turismo si stia dimostrando vincente ovunque sia stato realizzato con professionalità. Molto soddisfatto Graziano Molon, direttore del Consorzio, che ha materialmente organizzato l’evento, che ha visto molti momenti di confronto con talk show fra esperti, dai quali è emerso con chiarezza che l’unica strada percorribile per un’enologia di montagna come quella trentina è la qualità ottenuta con un forte ancoraggio al territorio e operando con unità d’intenti.

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