Osservatorio AUB: le aziende familiari del vino tengono.

È stato presentato lo scorso luglio a Trento, nel corso di un incontro organizzato da UniCredit Private Banking presso le Cantine Ferrari, lo studio Le aziende familiari del settore vitivinicolo, realizzato dall’Osservatorio AUB (AidAF, UniCredit, Bocconi). L’obiettivo dello studio è quello di delineare i tratti distintivi delle aziende vitivinicole italiane con fatturato superiore ai 10 milioni di euro, indagando il ruolo delle famiglie proprietarie nella gestione e nello sviluppo delle attività imprenditoriali di un settore che in Italia vale oltre 8 miliardi di euro l’anno. I risultati dell’analisi sono stati illustrati da Guido Corbetta dell’Università Bocconi e discussi da Matteo Lunelli, presidente delle Cantine Ferrari, Sandro Boscaini, presidente della Agricola Masi, Giancarlo Moretti Polegato, presidente de La Gioiosa Villa Sandi, Dario Prunotto, responsabile del Private Banking di UniCredit, Riccardo Masoero, responsabile Industries Marketing di UniCredit e Gioacchino Attanzio, direttore generale di AidAF (Associazione italiana delle Aziende Familiari). Tra le risultanze più significative dell’indagine, condotta sulle 174 aziende vinicole italiane con fatturato superiore a 10 milioni di euro, la dicotomia nella struttura proprietaria, con il 54% delle aziende controllato da una famiglia proprietaria e il 42,5 da cooperative e consorzi. Le aziende familiari del settore vinicolo denotano un’elevata concentrazione (56%) di aziende che operano da più di 25 anni e di dimensione relativamente piccola (il 56,1% fattura meno di 25 milioni) rispetto ai concorrenti di altri Paesi, in controtendenza rispetto alle dinamiche di aggregazione in atto nel settore. Quasi metà (47%) delle imprese in questione sono inoltre concentrate nel Nordest. Sotto il profilo economico-finanziario, le imprese familiari del vitivinicolo hanno registrato nel decennio 2001-2010 una crescita del fatturato del 73% (in linea con il dato complessivo), in buona parte riconducibile alla quota di fatturato realizzata all’estero, che ha consentito di mitigare gli effetti della crisi economica.

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