I primi decenni di misura meteorologica in Trentino nel lavoro archivistico portato avanti dal progetto ASTRO

“Memorie meteorologiche del Trentino”

Digitalizzati gli esordi del rilievo meteo

La storia dei primi decenni di misura meteorologica in Trentino  acquista oggi la sua fisionomia dal lavoro archivistico portato avanti dal progetto ASTRO (Recupero e valorizzazione dell’Archivio meteo Storico TRentinO). Gli antichi registri contengono molte informazioni che non erano ancora state recuperate e valutate adeguatamente: osservazioni del cielo, operazioni agricole, eventi naturali e storici. I risultati di questo viaggio negli esordi del rilievo meteo in Trentino saranno presentati giovedì 16 aprile 2015, alle ore 16, presso la Sala della Cooperazione della Fondazione CARITRO, in Via Calepina 1 a Trento, in un incontro aperto a tutta la cittadinanza. Il progetto ASTRO è stato proposto dal CRA-CMA di Roma (Consiglio per la ricerca in agricoltura, Climatologia e meteorologia) e realizzato con la collaborazione della Fondazione Mach di San Michele all’Adige, con il co-finanziamento della Fondazione CARITRO e con la collaborazione di altre istituzioni, come la Provincia Autonoma, il Museo Civico di Rovereto, molte biblioteche e alcuni conventi, primo tra tutti quello di S. Bernardino a Trento. L’attività di ricerca ha rappresentato l’occasione di poter accedere all’imponente archivio romano di CRA, dove sono stati custoditi i registri di Cadino, Cavalese, Mazzin, Pejo, Pinzolo, Riva, Rovereto, Stenico e Trento. “L’elettronica – nella misura e anche nell’archiviazione dei dati – è una conquista relativamente recente”, commenta Emanuele Eccel, responsabile della Piattaforma Dinamiche degli Agroecosistemi della Fondazione Machò. “Fino a circa  una trentina di anni fa le serie meteorologiche venivano registrate su carta, come trascrizione dei tracciati prodotti dagli strumenti meccanici e, prima ancora, come trascrizioni di osservazioni estemporanee degli strumenti eseguite dagli operatori che presidiavano gli osservatori meteorologici. Proprio per l’importanza di questa continuità e meticolosità nella misura e nella trascrizione in registri, quasi sempre gli osservatori meteo erano ubicati entro conventi, che entravano a far parte di reti di osservatori con uno scambio di informazioni costante e capillare. Ma in Trentino forse pochi sanno che fu la SAT a dare l’avvio alla prima rete di rilevazione meteo, non limitata alle nostre montagne, ma comprendente anzi diverse stazioni di fondovalle (come ad esempio Riva del Garda)”.

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