Un convegno promossso a Tirano da FIPER

Dalla Valtellina il pellet di Bacco

Un ruolo di primo piano per il settore agricolo e forestale nazionale nella produzione di energia

Si è tenuto il 17 maggio 2013 a Tirano il convegno Dalla vite della Valtellina vino e... energia pulita - Il pellet di bacco. Nonostante la pioggia, il protagonista della giornata tiranese è stato il pellet ricavato dalla potatura delle viti e il nuovo fertilizzante pellettizzato derivante dalla miscela delle ceneri di combustione della centrale di teleriscaldamento di Tirano e del digestato degli impianti a biogas agricolo. Secondo Walter Righini, Presidente FIPER e AD della società TCVVV S.p.a., impegnato da anni a favorire lo sviluppo della filiera bosco-legno-energia locale, la Valtellina può e deve giocare la sua parte anche nella produzione di agripellet locale. A riguardo afferma: “L’impiego dei sarmenti a fini energetici per la produzione di pellet, brichette o per il conferimento diretto in centrali di teleriscaldamento trasforma questo sottoprodotto per l’azienda agricola da costo di smaltimento a fonte di ricavo e promuove una redistribuzione del reddito a livello locale. A tale proposito Fiper, Federazione Italiana dei Produttori di Energia da Fonte Rinnovabile) ha presentato al tavolo delle bioenergie del Ministero delle Politiche Agricole una proposta operativa per promuovere concretamente il recupero di biomassa legnosa derivante dai sottoprodotti agricoli e dalle gestione dei servizi ambientali (manutenzione forestale, alvei fluviali, verde urbano)”. La promozione dell’agripellet rientra quindi tra le azioni proposte dalla FIPER, Federazione Italiana di Produttori di Energia da Fonti Rinnovabili, consapevole del ruolo di primo piano che il settore agricolo e forestale nazionale può giocare nella produzione di energia. Aldo Deias, Presidente del Distretto Agro energetico Lombardo, 90 aziende agro-energetiche presenti in provincia di Cremona, Lodi, Sondrio, Pavia, Brescia, tra i promotori dell’iniziativa, ha sottolineato le possibili sinergie tra settore agricolo ed energetico. “In natura tutto si trasforma; da qui l’idea di mettere a punto un fertilizzante pellettizzato in collaborazione con l’università di Agraria di Milano, utilizzando le ceneri di combustione della biomassa vergine delle centrale TCVVV e del digestato del biogas dei nostri associati. Un campione del prodotto finito verrà distribuito durante la manifestazione del 17 maggio ai partecipanti ”. Sul tema della quantità disponibile e della qualità dell’agripellet come biocombustibile, particolarmente interessanti, due dati forniti dal Prof. Giuseppe Toscano, responsabile del Laboratorio Biomasse dell’Università Politecnica delle Marche: “La disponibilità di biomassa a livello nazionale grezza da utilizzare come materia prima nella produzione di agripellet è immensa. Nel 2009 per le solo potature arboree, è stato stimato da ENEA un potenziale di quasi 5 milioni di tonnellate di sostanza secca che si tradurrebbero in altrettanta quantità di agripellet. Si tratta di un importante giacimento energetico rinnovabile diffuso sul nostro territorio a costi estremamente contenuti che ridurrebbe l’importazione dall’estero di pellet di legno. L’importazione annua di pellet di legno è di circa 800 mila tonnellate spesso di provenienza non nota o certa. (Fonte: FIPER)

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