Allineamenti perfetti in vigneto.

Dopo aver eseguito la sistemazione e la preparazione del terreno, la realizzazione del vigneto entra nella sua fase conclusiva con lo squadro e il picchettamento, tramite i quali sono stabiliti i confini dell’impianto e tracciati i filari, individuando la posizione di piante e pali. Le diverse modalità contemplabili devono in garantire un perfetto allineamento di piante e pali lungo il filare, in modo da non creare intralci alla meccanizzazione, nonché la rispondenza della superficie del vigneto con quella del diritto di reimpianto di cui si dispone; per esigenze di ordine estetico, la cui importanza non deve essere sottovalutata, lo squadro ideale è quello che permette il perfetto allineamento di pali e piante in tutte le direzioni.

Le varie tecniche adottate, oltre che per il diverso grado di precisione che consentono di raggiungere, differiscono anche per il tempo richiesto e per il costo unitario, nonché per il fatto di condizionare la scelta della tecnica da adottare per la messa a dimora di piante e pali.

Squadro tradizionale e trapianto manuale

Tra i vari metodi adottati per lo squadro dell’appezzamento, il più antico è sicuramente quello basato sul teorema di Pitagora, conosciuto anche come metodo del 3, 4, 5. Ancora piuttosto diffuso per la realizzazione in proprio di vigneti di medio-piccole dimensioni, questo metodo prevede che con uno spago venga realizzato un triangolo rettangolo con i lati lunghi rispettivamente 3, 4 e 5 m. A livello pratico, andando a posizionare uno dei 2 cateti su un allineamento che rappresenta il filare di riferimento, si ha modo di individuare la direzione a esso perpendicolare e di tracciare conseguentemente filari paralleli; il cateto può essere altresì posizionato su un allineamento realizzato in testata, individuando così la direzione dei filari.

Per lo squadro dell’appezzamento ci si può avvalere anche di squadro agrimensorio e cordella metrica, che permettono un grado di precisione leggermente superiore, nonché di strumenti topografici quali il tacheometro, il teodolite e la stazione totale, che consentono un buon grado di precisione ma richiedono nozioni di topografia; il concetto su cui si basa l’impiego di questi strumenti è in definitiva il medesimo, ovvero quello di ricavare sul campo un angolo di 90° rispetto a un allineamento prestabilito.

Definiti in questo modo i filari, si procede a picchettare i punti in cui dovranno essere messi a dimora le piante e/o i pali. Per risparmiare tempo viene in molti casi eseguito solamente il picchettamento relativo ai pali, che fungono da riferimento per il posizionamento delle piante; al momento del trapianto, il punto preciso in cui mettere a dimora la pianta è individuato tramite un’asta, di lunghezza pari alla distanza interpalo, su cui sono state realizzate delle tacche a una distanza corrispondente al sesto sulla fila. Dopo aver terminato il picchettamento, viene eseguito un conteggio in campo, al fine di determinare con precisione il quantitativo di barbatelle e pali necessari.

Squadro tradizionale e trapianto meccanico con laser

Il laser viene impiegato in fase di trapianto meccanico per consentire l’allineamento delle piante ed è solitamente abbinato all’utilizzo di uno dei metodi tradizionali di squadro, tacheometro in particolare, per cui presuppone la conoscenza di nozioni di topografia e della strumentazione.

Particolare del cavo in acciaio di una trapiantatrice laser.

L’utilizzo della trapiantatrice laser presuppone la definizione di un allineamento trasversale alla direzione dei filari, il quale viene riportato su entrambe le testate dell’appezzamento; utilizzando una cordella metrica, sui 2 allineamenti posti sulle testate vengono picchettati i filari e su una soltanto, dalla quale partirà la trapiantatrice, viene posato uno spago che servirà come testimone per la definizione delle distanze sulla fila. Ci si trova quindi nella condizione in cui a ogni punto individuato su una testata corrisponde un omologo su quella opposta. Un trasmettitore laser viene quindi posizionato su un punto della testata e allineato con il ricevitore posizionato sul punto omologo nella testata opposta, in modo che quest’ultimo sia centrato perfettamente dal raggio laser. A questo punto può entrare in campo la trattrice con la trapiantatrice che, tramite un proprio ricevitore, si allinea al raggio laser; un sistema di guida parallela, che comanda le elettrovalvole e i martinetti della trapiantatrice, permette loro di centrarsi automaticamente e di seguire l’allineamento del filare. La distanza sulla fila viene determinata da un sistema composto da un rocchetto sul quale è avvolto un cavo di acciaio, solidale col meccanismo di posa delle barbatelle. Il cavo viene bloccato sulla capezzagna in maniera che quando il trattore procede lungo il filare, per effetto dell’avanzamento, si verifichi lo svolgimento del filo e conseguentemente il moto rotatorio del rocchetto, che fa girare il meccanismo di posa delle piante. Una volta posato un filare è necessario recuperare il filo prima di passare al filare successivo.

Il sistema GPS

È sicuramente quello più preciso ed efficiente utilizzato in impiantistica e può essere sfruttato per impianti realizzati sia manualmente sia meccanicamente, essendo la tecnologia integrata con le trapiantatrici meccaniche e con le macchine piantapali. Uno dei principali vantaggi del sistema GPS, oltre a estrema rapidità e precisione, è quello di consentire la progettazione a tavolino dell’impianto partendo da un rilievo iniziale, con la possibilità di valutare differenti sesti di impianto e differenti orientamenti dei filari; a differenza dei metodi tradizionali, esso permette di eseguire un computo metrico dei materiali necessari alle varie opzioni d’impianto con un’approssimazione pressoché corrispondente al reale.

Concettualmente l’impiego del GPS contempla due fasi principali, ovvero una di rilievo e progettazione e una di realizzazione dell’impianto, con trapianto delle barbatelle e messa a dimora dei pali.

Il rilievo consiste essenzialmente nell’acquisizione delle coordinate del perimetro dell’area d’impianto tramite un palmare; nel caso di superfici non in piano è necessario rilevare anche un certo numero di punti interni all’appezzamento, che sarà tanto maggiore quanto maggiori saranno le variazioni di pendenza, in modo da individuare le curve di livello. Dopo il rilievo si procederà, tramite uno specifico software, a creare un progetto d’impianto, definendo l’orientamento delle file, la larghezza interfilare, l’ampiezza della capezzagna e la distanza tra le piante e tra i pali. Il software elabora quindi una planimetria dell’impianto, che viene riportata anche sulla foto aerea dell’area, nonché un report che definisce tutti gli elementi dell’impianto, ovvero numero di filari, numero di testate, lunghezza di ogni singolo filare, numero pali, numero piante ecc.

Il progetto definitivo dell’impianto viene quindi caricato sul computer della trapiantatrice e della piantapali, che sono in grado di trasferire con estrema precisione sul campo quanto pianificato a tavolino. La realizzazione dell’impianto si concretizza tramite il controllo idraulico della direzione della trapiantatrice rispetto ai filari previsti dal progetto e la posa automatica (tramite pinza automatica) delle barbatelle, conformemente a quanto previsto dal progetto, nonché tramite la posa automatica del palo secondo le coordinate di progetto nel caso della piantapali; in quest’ultimo caso il GPS controlla, oltre alla precisione degli allineamenti – longitudinale, trasversale e obliquo – anche la profondità di interro, in modo che vi sia regolarità anche per quanto concerne l’altezza fuori terra dei pali.

L’utilizzo di questa tecnologia offre all’operatore la possibilità di controllare in tempo reale diversi parametri, come la posizione planimetrica del trattore nell’appezzamento, il numero di filari realizzati, il numero delle piante o dei pali posati e quello relativo al materiale ancora da mettere a dimora, il tempo di lavoro nonché la stima di quello necessario per ultimare l’impianto. Il GPS permette inoltre di risolvere agevolmente una serie di problematiche che possono presentarsi nel corso della progettazione e della realizzazione del vigneto, come ad esempio ottenere un allineamento a un impianto preesistente, sia dei pali sia delle piante, anche in senso trasversale, o definire angoli d’impianto con allineamenti trasversali diversi da 90°; permette inoltre di impostare la messa a dimora delle barbatelle prima o dopo il palo, in maniera da consentire di orientare il cordone nella direzione desiderata mantenendo l’allineamento dei pali.

I Tempi (1)

Lo squadro manuale richiede indicativamente un impiego di mano d’opera pari a 8 ore/ha, mentre il picchettamento richiede indicativamente 30 ore/ha per 600 pali. La distribuzione e la messa a dimora dei pali – eseguita con macchina piantapali – richiede ndicativamente 8-10 ore/ha, con un cantiere costituito da 4 persone, per palo metallico, di legno o polietilene, che salgono a 12-15 ore/ha nel caso di pali in cemento precompresso. Il trapianto manuale delle barbatelle, eseguito a forchetta, richiede indicativamente 80 ore/ha nel caso di una densità di 4.000 piante/ha.

I Tempi (2)

Nel caso di terreno pianeggiante, o con pendenza costante, lo squadro tradizionale con trapianto meccanico con laser consente un allineamento trasversale pressoché perfetto, dal momento che la posa avviene con distanza costante dallo spago posto sull’allineamento di testata; diverso è invece il discorso per i terreni con variazioni significative di pendenza, per i quali la distanza di posa è costante sul piano inclinato ma differente come proiezione sul piano orizzontale in funzione delle diverse pendenze. In questo caso lo squadro, che si limita a individuare solamente i 2 allineamenti sulle testate, richiede indicativamente 2 ore/ha; per quanto concerne il trapianto meccanico con trapiantatrice laser, sono necessarie 3-4 ore/ha con un cantiere costituito da 4 persone (operatore trattore, operatore laser e 2 operatori addetti alla posa) considerando all’incirca 3.500 piante/ha. Il picchettamento per i pali, eseguito utilizzando come riferimento le piante già messe a dimora, richiede indicativamente 15 ore/ha, mentre la distribuzione e la messa a dimora dei pali richiede all’incirca dalle 8 alle 15 ore/ha per 600 pali, in funzione della tipologia di palo, con un cantiere composto da 4 persone (operatore piantapali, 2 operatori addetti al posizionamento del palo, operatore addetto all’allineamento).

I Tempi (3)

Macchina piantapali guidata da sistema GPS.

Rispetto ai sistemi tradizionali, la tecnologia GPS permette un abbattimento significativo dei tempi di lavoro; lo squadro e la progettazione richiedono infatti all’incirca 2 ore/ha, così come anche la messa a dimora delle barbatelle, con un cantiere di 3 persone. La messa a dimora dei pali, a prescindere dalla tipologia, richiede invece 8 ore/ha, con un cantiere formato solamente da 2 persone, dal momento che non necessita di addetti per traguardare l’allineamento; nel caso dell’impiego di pali di metallo, legno e polietilene, è possibile eseguirne la distribuzione contemporaneamente alla messa a dimora. In altri termini, un cantiere formato da 3 persone sulla trapiantatrice e da 2 persone sulla piantapali può consentire di raggiungere rese, in termini di posa, fino a 20.000 piante/giorno e fino a 800 pali/giorno. Rese più basse, paragonabili a quelle ottenibili con i sistemi tradizionali, si ottengono invece con i pali di cemento, meno agevoli da maneggiare per via del loro peso; in questo caso infatti il risparmio di tempo è riconducibile solo al fatto che i pali non devono essere traguardati, dal momento che non è possibile distribuirli durante la posa. Tra i vantaggi dell’utilizzo del sistema GPS per squadri e messa a dimora di piante e pali deve essere quindi considerata anche la rapidità, che consente di sfruttare tempestivamente le giornate favorevoli sotto il profilo climatico e di essere quindi meno vincolati all’andamento stagionale. La tecnologia GPS può essere sfruttata anche per il solo picchettamento e in questo caso si deve considerare che 2 operatori posano circa 120 picchetti/ora, siano essi riferiti a posizioni di piante o di pali.

(Riccardo Castaldi, Andrea Castellari)

Messa a dimora di barbatelle in vasetto con trapiantatrice GPS.

 

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