Riuniti i partner del programma a Verona

Grape Quality Agreement di Syngenta, la forza è nella community

Un momento formativo-informativo con contributi di alto livello

In un’ottica di sostegno alle aziende vitivinicole italiane, in particolare quelle dedite all’export – ormai imprescindibile vista la contrazione dei consumi nel mercato interno – Syngenta ha lanciato nel 2013 il programma Grape Quality Agreement: una sorta di patto coi produttori, finalizzato al raggiungimento di obiettivi commerciali importanti, che ha inizialmente interessato una superficie vitata complessiva pari a 180 ettari e oggi ne conta ben 16.500. Una vera e propria community, composta da figure professionali diverse, che Syngenta ha voluto riunire a Verona a fine febbraio 2017 per porre le basi di un dialogo continuo e proficuo da portare avanti nel tempo. Alla giornata formativa/informativa su Grape Quality Agreement (qui il programma) hanno dato il proprio contributo sia membri dello staff di Syngenta Italia sia relatori di alto profilo, esperti di mercati e marketing: da Denis Pantini (WineMonitor-Nomisma), ad Andrea Rea (SDA Bocconi), per finire con l’effervescente Michéle Shah, consulente di marketing conosciuta a livello internazionale. L’export di vino italiano ha ormai superato ampiamente i 5 miliardi di Euro annui e punta a cresce ulteriormente: una crescita che va sostenuta mettendo a disposizione dei produttori conoscenze e soluzioni ad hoc per le probematiche legate alla conquista e al consolidamento di nuovi mercati, prima fra tutte la questione residui. “Il nostro obiettivo è quello di fornire servizi e tecnologie innovative a tutte le aziende agricole“, ha spiegato Luigi Radaelli (nella foto), amministratore delegato di Syngenta Italia. “Perché solo con l’innovazione tecnologia possiamo affrontare le sfide poste dalla crescita della popolazione mondiale e dalla necessità di sfamarla, ma anche quelle derivanti dalle richieste dei mercati di destinazione del nostro export“. Cosa offre il Grape Quality Agreement, in sintesi? Si tratta di un accordo non oneroso stretto tra Syngenta e i viticoltori, che prevede la predisposizione da parta di Syngenta di un programma di trattamenti – modellato sulle esigenze del singolo produttore – che consente all’azienda di sapere fin da subito quali saranno i mercati accessibili, sulla base dei residui che presumibilmente saranno rintracciabili nel prodoto finito. Il viticoltore può uscire dall’accordo in qualunque momento, senza alcun onere, e ha la garanzia di essere rimborsato se a fine vendemmia, dopo aver seguito il programma, il suo vino non è esportabile a causa dei residui di agrofarmaci. Accanto al piano di difesa, Syngenta fornisce agli agricoltori una serie di servizi accessori per migliorare la sostenibilità ambientale dell’azienda, tra cui Operation Pollinator ed HelioSec. Dunque, Grape Quality Agreement coniuga produzioni di alta qualità con i requisiti sempre più stringenti del mercato in termini di sostenibilità ambientale, tutela della salute e responsabilità sociale.

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