Soluzioni per la viticoltura biologica e integrata

GOWAN guarda al futuro e alla sostenibilità

I biopreparati al centro delle attenzioni dell'azienda
"La viticoltura guarda al futuro: novità, esperienze e proposte concrete per un approccio sostenibile" è il titolo del convegno organizzato da Gowan Italia l’8 febbraio 2018 presso le Cantine Barone Ricasoli a Brolio (SI).

Si è parlato di sostenibilità, di viticoltura biologica e, soprattutto, dell’impegno che l’industria sta profondendo per individuare per la difesa della vite soluzioni e innovazioni sempre più rispettose dell’ambiente, degli operatori e della società civile, al convegno La viticoltura guarda al futuro: novità, esperienze e proposte concrete per un approccio sostenibile, organizzato da Gowan Italia l’8 febbraio 2018 presso le Cantine Barone Ricasoli a Brolio (SI).
Non solo l’applicazione di prodotti per la difesa, ma anche l’ottimizzazione delle pratiche agronomiche - hanno spiegato nelle loro relazioni Stefano Monchiero dell’Università di Torino e Angelo Divittini dello Studio Agronomico Sata - consentono al vigneto di migliorare la sua resistenza ai patogeni.

Per il bio e per l’integrato
Nell’impegno per la sostenibilità Gowan propone non solo prodotti nuovi e a basso impatto, ma strategie e soluzioni integrate per la difesa del vigneto. Una nuova strada da percorrere per la quale sono necessari ricerca, innovazione e tempi tecnici. Questo è stato il bring home message che i circa 120 partecipanti, tecnici, rivenditori, produttori e agronomi consulenti, hanno portato con loro dall’incontro di Brolio.
L’attenzione alle esigenze di agricoltori e consumatori - ha spiegato Stefano Alegi, responsabile Marketing dell’azienda - fanno parte del Dna di Gowan. Esigenze che oggi sempre più portano alla sostenibilità e alla possibilità di integrare i prodotti chimici di sintesi con nuove molecole di origine naturale o preparati biologici a basso impatto, e che grazie all’attività di scouting che Gowan svolge nei confronti di Istituti di ricerca, laboratori
e imprese innovative, si sono concretizzate nel progetto dei biopreparati”.
Un progetto sviluppatosi negli ultimi anni e che oggi vede insieme a Gowan partner come Isagro, Ecoflora Agro, Fytofend e Biopreparaty, con il duplice obiettivo di ampliare la gamma delle soluzioni di difesa per i produttori biologici e di migliorare la sostenibilità anche per la viticoltura integrata.
La gamma dei biopreparati Gowan oggi prevede alcune specialità, quali l’antiperonosporico rameico Airone, una combinazione brevettata Isagro unica nel suo genere, Ibisco, elicitore ad azione antioidica ottenuto da estratti naturali COS OGA (chitooligosaccaridi e oligogalatturonidi), il nuovissimo antibotritico di origine microbiologica Polyversum, a base di Pythium oligandrum, premiato con il premio innovazione a Enovitis in campo 2017 e a Fieragricola 2018, Remedier, il biofungicida a base di Trichoderma, unico registrato per la prevenzione del Mal dell’Esca, e il nuovo biostimolante Incanto, per il miglioramento quantitativo e qualitativo delle produzioni.

Dall’Europa una notizia buona e una cattiva
A livello normativo due sono le novità in arrivo. La prima è il nuovo regolamento europeo sul Biologico che nella primavera 2018 dovrebbe essere adottato in seduta plenaria dal Parlamento Europeo e dal Consiglio dei Ministri dell’Agricoltura, con alcune novità soprattutto nelle modalità di certificazione e armonizzazione con i Paesi terzi, come ha spiegato Giacomo Mocciaro dell’Ufficio Agricoltura Biologica del Mipaaf. La seconda, meno incoraggiante, è relativa alla pubblicazione nel gennaio 2018, da parte di Efsa, del risultato della revisione paritaria sulla richiesta relativa al rinnovo dell’approvazione dei prodotti rameici, presenti nella lista dei prodotti candidati alla sostituzione prevista dal Reg 2015/408/Ue. Il rapporto Efsa apre ancora molti dubbi e quesiti nella valutazione di rischio di questi prodotti.
Il rame - ha spiegato Luigi Burri di Isagro - è stato definito "l’insostituibile candidato alla sostituzione". Al suo uso e alla sua efficacia è legato il controllo di una serie malattie, soprattutto batteriosi anche della vite, per le quali al momento non ci sarebbe alcuna alternativa di lotta. Per approfondire gli aspetti legati al suo utilizzo in modo integrato, al rischio ambientale e alla definizione delle dosi minime, si è costituita da alcuni anni una Task Force rappresentata da 13 aziende produttrici (European Copper Task Force). Gli studi indipendenti realizzati hanno già permesso di ridurre notevolmente le dosi, che in Italia attualmente sono di un massimo di 6 kg/ha/anno, e oggi di fronte alle valutazioni, le istanze e le richieste di approfondimento avanzate da Efsa sarà ancora la Task Force del rame che con ricerca e approfondimenti andrà a cercare delle risposte”.

I biopreparati nel futuro di Gowan
Quello dei biopreparati - bioagrofarmaci e biostimolanti - è un mercato in continua crescita in tutto il mondo, compresi i Paesi europei, ha spiegato Giorgio Freschi di FuturGate Consulting. Si tratta di microrganismi antagonisti o parassiti dei patogeni e degli insetti dannosi, dei loro metaboliti, di estratti vegetali e di semiochimici come ad esempio i feromoni. Un percorso non facile quello richiesto per la registrazione di questi prodotti, soprattutto per i biopreparati ad azione biocida da utilizzarsi nella difesa delle colture per i quali, sebbene la Direttiva 2008/128/ Ce sull’uso sostenibile degli agrofarmaci ne sostenga e incentivi lo sviluppo, il Reg. 1107/2009 richiede dossier completi di studi tossicologici ed ecotossicologici e valutazioni di impatto ambientale identici a quelli necessari per le molecole chimiche di sintesi. Più semplice e in via di revisione, come quello relativo ai fertilizzanti, è invece l’iter richiesto per i biostimolanti. La scelta di Gowan anche di fronte a questa complessità è stata di assoluta trasparenza nei confronti degli utilizzatori e l’azienda ha affrontato l’investimento non indifferente dell’intero iter previsto dal Reg 1107, registrando come fitofarmaci i suoi biopreparati ad azione biocida, Polyversum, Ibisco e Remedier.

Polyversum, un solo fungo con tre diverse azioni
Polyversum è un preparato a base di Pythium oligandrum, un oomicete del suolo, parassita obbligato di molti generi fungini dannosi e responsabili di marciumi di vite e orticole, tra cui la Botritys cinerea.


Polyversum - ha spiegato nella sua relazione Andrea Bagnalasta di Gowan Italia - ha tre diversi meccanismi di azione. Il più importante è l’attività di micoparassitismo diretto, per cui il fungo produce enzimi che idrolizzano il micelio dell’ospite fornendogli in tal modo il nutrimento per crescere e svilupparsi. Allo stesso tempo però lo stesso Pythium oligandrum è in grado di produrre sia metaboliti, come le oligandrine, che inducono nella pianta meccanismi di resistenza, sia altre molecole che funzionano da induttori di crescita agendo sul metabolismo delle auxine. Questo è stato confermato anche da modernissime prove di trascrittomica differenziale che hanno evidenziato l’effetto del trattamento con Polyversum sull’espressione di oltre 140 geni coinvolti nei meccanismi di difesa della pianta”.
Infine, le esperienze svolte in campo hanno evidenziato un’efficacia non indifferente anche sul marciume acido, per il quale le alternative di lotta sono purtroppo limitatissime.

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