Il Progetto Biorational

Biorational: Gowan ancora una volta partner di fiducia per gli operatori della filiera vitivinicola

Un catalogo sempre più ricco di soluzioni a basso impatto

La nostra strategia è essere partner di fiducia“. Con questa affermazione Dante Zauli, direttore generale di Gowan Italia, ha ribadito la mission aziendale all’apertura dei lavori della giornata tecnica di formazione dal titolo Nuove soluzioni per un’agricoltura sostenibile – Il progetto Biorational Gowan, tenutasi a Vignola (MO) a fine gennaio 2017 e destinata a diventare un evento itinerante. Un partner che agli agricoltori mette a disposizione nuovi prodotti e nuove soluzioni con continuità, sia puntando allo sviluppo di molecole e formulati di proprietà, sia lavorando in joint venture con altre realtà di spicco dell’agrochimica, come Isagro. “Il catalogo Gowan – ha precisato Zauli – quest’anno si è arricchito di una sezione specifica per i prodotti biorational, che consentono agli agricoltori di oggi di far fronte alla necessità di produzioni agricole sempre più esigenti dal punto di vista residuale, anche e soprattutto in funzione dell’export“. Ma i punti forti di Gowan Italia non di fermano alla ricerca&sviluppo. “Vantiamo una logistica efficiente ed efficace, pari o superiore a quella dei concorrenti sul mercato. Inoltre, nessuno dei nostri prodotti esce dal magazzino se l’etichetta non è apposta non solo sul cartone ma anche su ogni singolo flacone. Le schede di sicurezza sono costantemente aggiornate e il nostro staff tecnico è preparato e professionale. La nostra flessibilità operativa e gestionale ci permette di essere presenti e puntuali nella soluzione di eventuali problemi e richieste poste dal cliente”. E se il fatturato cui si punta nel 2017 è pari a 37 milioni di Euro, l’obiettivo al 2020 è di 45 milioni di euro. La giornata di formazione ha visto susseguirsi – dopo una relazione di carattere economico ad ampio respiro, a cura di Denis Pantini di Wine Monitor-Nomisma, sull’andamento globale del mercato del vino e in particolare di quello biologico – diversi interventi tecnici, tra cui quello di Riccardo Bugiani del Servizio Fitosanitario Regione Emilia Romagna, che ha avuto per oggetto natura, modalità di azione, aspetti legati ai processi autorizzativi e vantaggi/svantaggi dei cosiddetti biopreparati. Le relazioni di Stefano Alegi, Tiziano Baldo e Andrea Bagnalasta, dello staff tecnico di Gowan, sono poi entrate maggiormente nel dettaglio della filosofia alla base del Progetto Biorational e di questi prodotti destinati all’agricoltura biologica e alla difesa integrata. Stefano Alegi, Responsabile Marketing & Sviluppo, ha sottolineato come gli importanti investimenti intrapresi da Gowan a favore del supporto normativo e dello sviluppo tecnico garantiscano un catalogo prodotti molto ampio e funzionale, tra cui spiccano certamente le soluzioni di proprietà Gowan (Spada, Presidium, Zoxium, Electis Trio, Dicarzol, ecc.) e quelle di Isagro (Remedier, Domark, Airone ecc.). “Già da qualche anno e anche in ottica futura – ha aggiunto Alegi – abbiamo un occhio di riguardo anche per le moderne soluzioni di origine naturale o biologica, che possono ben integrarsi con i mezzi chimici all’interno dei programmi di difesa più evoluti per un’Agricoltura Sostenibile. Grazie ad alcune collaborazioni internazionali in esclusiva, è stato già registrato l’elicitore antioidico Ibisco (prima “sostanza attiva a basso rischio” approvata a livello europeo) e nel corso del 2017 arriverà il nuovo formulato microbiologico Polyversum per il controllo della Botrite, insieme ad altre novità“. Il Progetto Biorational di Gowan è sostenuto da una stretta collaborazione con aziende specializzate nella ricerca e sviluppo di bio-preparati (EcoFlora Agro, FytoFend e Biopreparaty), così da poter combinare questo tipo di soluzioni naturali con gli agrofarmaci convenzionali all’interno di Innovativi programmi di difesa integrata. “Il grande equivoco infatti – ha chiarito Alegi – è pensare che gli agrofarmaci biologici  siano impiegati solo in  agricoltura biologica, mentre in realtà più del 90 % di tali prodotti viene impiegato in Ipm“. Per Gowan la vite è una coltura chiave sulla quale vengono concentrati gli sforzi e gli investimenti: il percorso intrapreso con zoxamide rappresenta una dimostrazione dell’impegno profuso. Se oggi il catalogo Gowan è ricco di specialità moderne ed efficaci per la difesa e nutrizione della vite e delle orticole, nel futuro prossimo si arricchirà di nuove soluzioni a basso impatto. Della linea Biorational di Gowan per la vite fanno parte: Ibisco®: l’induttore di resistenza con attività antioidica, attualmente registrato su orticole ma di prossima registrazione su vite. A base di chito-olisaccaridi oligo-galaturonidi (sostanze naturali), Ibisco non prevede un periodo di sicurezza da rispettare prima della raccolta così come non è soggetto a LMR. Nel corso del 2017 Ibisco sarà inserito nell’elenco dei prodotti impiegabili in agricoltura biologica. Polyversum®: prossima novità della linea bio-preparati di Gowan, in corso di registrazione. Si tratta di un agrofarmaco biologico a base di Pythium oligandrum, fungo micoparassita che esplica la propria azione nei confronti della botrite e altre patologie fungine. Agisce per micoparassitismo diretto, competizione spaziale nei confronti del fungo parassita e induzione di resistenze nella pianta, oltre che stimolazione della crescita radicale e vegetativa. Polyversum sarà impiegabile fino alla raccolta e anche in agricoltura biologica. Airone® Più WG: anticrittogamico rameico in granuli idrodispersibili a base di ossicloruro e idrossido di rame. Attivo nei confronti di numerose malattie fungine (presentati dati su peronospora ed escoriosi) e batteriche, garantisce ottime caratteristiche di efficacia e persistenza grazie alla combinazione delle due differenti forme rameiche. Impiegabile in agricoltura biologica. Remedier®: agrofarmaco biologico che contiene ceppi dei funghi antagonisti Trichoderma asperellum e Trichoderma gamsii, già registrato contro gli attacchi dei funghi parassiti dell’apparato radicale e del colletto sulle colture orticole e ornamentali, e a qualche anno autorizzato anche per prevenire l’ingresso dei funghi responsabili del mal dell’esca nelle ferite di potatura della vite.

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