Vinta la sfida di portare le chiusure alternative nei disciplinari delle Docg

A Vinitaly il primo Barolo con tappo alternativo Select Green

Una scelta di sostenibilità, oltre che di qualità

È il Barolo 2013 dell’Azienda Agricola Brandini di La Morra, presentato l’11 aprile 2017 presso lo stand di Vino Libero a Vinitaly, il primo Barolo in assoluto a essere stato chiuso con un tappo alternativo, Select Green di Nomacorc. Una sfida finalmente vinta, ha affermato Filippo Peroni di Nomacorc Italia, quella di portare le chiusure alternative nei disciplinari delle Docg (la modifica che ne autorizza l’utilizzo sul nobile vino piemontese è del 2014), avendo dimostrato come un tappo alternativo al sughero possa rappresentare al tempo stesso uno strumento enologico, una garanzia per consumatori e produttori nonché una scelta di sostenibilità. La scelta della chiusura alternativa fa parte per Brandini di un progetto più ampio fatto di rispetto per il territorio e attenzione verso l’innovazione, ha spiegato Giovanna Bagnasco, che con il padre Piero e la sorella Serena gestiscono l’azienda della Morra, partner dell’Associazione Vino Libero. “Crediamo molto nel territorio e nella nobiltà del vino che produciamo” ha raccontato la produttrice piemontese “ma essendo giovani abbiamo anche il coraggio e la voglia di rischiare con quello che l’innovazione ci offre. Abbiamo iniziato dal 2007 il percorso verso il biologico per il quale nel 2011, tra i primi per la nostra zona, abbiamo ottenuto la certificazione.  Il nostro desiderio è di mettere nella bottiglia quello che è il frutto del territorio e la scelta del tappo Select Green di Nomacorc ha aggiunto a questa esperienza una nota in più, in quanto è una chiusura che rispetta l’ambiente e che oltre a eliminare i rischi del difetto di tappo, ci aiuta a dare al consumatore un vino così come noi lo facciamo e come il territorio ce lo offre.”

Da sinistra: Luca Martini, Giovanna Bagnasco, Filippo Peroni e Piero Bagnasco.

Select Green di Nomacorc è infatti il primo tappo realizzato con tecnologia Plantcork da biopolietilene, un biopolimero vegetale ottenuto dalla canna da zucchero coltivata a questo scopo e per fini energetici in Brasile. Si tratta quindi di un prodotto da fonti completamente rinnovabili, riciclabile al 100%, la cui misura di impatto ambientale espressa con il metodo di calcolo del Carbon Footprint è praticamente nulla. La permeabilità all’ossigeno è calibrata in funzione del desiderio di evoluzione del vino in bottiglia e delle aspettative di vita del prodotto. Per questo come è stato spiegato, il tappo diviene un vero e proprio strumento nelle mani dell’enologo e del produttore, che riduce l’imprevedibilità e la variabilità talvolta legate al tappo al momento del servizio e del consumo. “Un aspetto questo,  importante e apprezzabile anche per noi sommelier”, ha spiegato Luca Martini, Miglior Sommelier del Mondo 2013, nell’introdurre la degustazione del Barolo Brandini, “che possiamo presentare un prodotto sostenibile, dando maggiori garanzie al consumatore e anche lavorare in team di più persone senza rischi o problemi nel servizioe  mettendo tutti in condizione di svolgere al meglio il proprio lavoro, con soddisfazione del produttore e del consumatore”. “Nel caso del Barolo e dell’importanza del suo affinamento in botte grande, l’obiettivo è quello di preservare la freschezza e la finezza della trama tannica date dal territorio della Morra per tutto il tempo che il vino passerà in bottiglia, un obiettivo che un tappo di questo tipo consente di controllare” Un obiettivo enologico che si esprime nel bicchiere in un perfetto profilo organolettico descritto dall’esperto sommelier da un ottimo equilibrio tra olfatto e gusto e da un tannino definito “tridimensionale, nella brillantezza del colore, nella lunghezza e nello spessore della sensazione tannica, seguiti da un splendida vena acida”.

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