Il nuovo CdA e un’analisi del primo mandato che giunge al termine

Seconda assemblea elettiva del Consorzio tutela vini della Maremma Toscana

In crescita aspettative e numero dei Soci

Si è tenuta oggi, 24 luglio 2018, la seconda Assemblea elettiva del Consorzio Tutela Vini della Maremma Toscana, nato nel 2014 dopo il conferimento della Doc con l’obiettivo di promuovere la qualità dei suoi vini e garantire il rispetto delle norme di produzione previste dal disciplinare, dedicandosi, inoltre, alla tutela del marchio e all’assistenza ai soci sulle normative che regolano il settore.
Il Consiglio d’Amministrazione è giunto alla fine del proprio mandato ed è stato eletto il nuovo CdA che entro un mese nominerà il Presidente. “Il primo mandato completo del Consorzio si chiude con soddisfazione e con la consapevolezza dell’importanza dell’attività svolta a sostegno dei soci”, spiega il Presidente uscente Edoardo Donato, che aggiunge: “Ci siamo strutturati sul piano istituzionale e abbiamo raggiunto e attivato l’incarico erga omnes, come da obiettivi preposti; abbiamo instaurato rapporti strategici con gli altri Consorzi della Provincia e della Regione attraverso il Comitato Consortile Provinciale, A.VI.TO Toscana e Federdoc - Confederazione Nazionale dei Consorzi“.
Il Consorzio - cresciuto esponenzialmente nei suoi numeri, che oggi vedono 306 aziende associate, di cui 221 viticoltori (per la maggior parte conferenti uve a cantine cooperative), 1 imbottigliatore e 84 aziende verticali, che vinificano le proprie uve e imbottigliano i propri vini - si è affermato come strumento a completa disposizione delle Aziende in un’ottica di un maggior coinvolgimento e di una più ampia partecipazione di tutta la filiera, dal produttore all’azienda verticale, passando per gli imbottigliatori. Si è lavorato per far percepire la struttura consortile in modo efficace da tutti gli stakeholder, con una corretta visibilità sul territorio e all’esterno.
Ingenti investimenti sono stati fatti e continuano a essere implementati nelle attività di marketing e comunicazione. “Il Consorzio ha portato a termine il progetto promozionale legato al Pif 2015 con la realizzazione, grazie ai contributi di Regione Toscana, dell’attività di sviluppo della Denominazione e dei suoi produttori in Italia e nella Comunità europea. Il prossimo passo saranno i Paesi al di fuori dell’Europa con un evento a New York già pianificato per fine ottobre”, continua Donato, che chiude con un’anticipazione sulle attività in progress: “Sono già partiti nuovi progetti legati al Psr Regione Toscana 2017, tra cui un importante lavoro di aggregazione con altri Consorzi della Toscana per accedere ai fondi pubblici che vada ad ampliare l’effetto degli stessi con azioni pianificate e mirate”.
Importanti le ripercussioni dell’attività del Consorzio sul piano della produzione: “In questi primi anni abbiamo registrato un incremento della produzione e una differenziazione del valore della Denominazione rispetto all’Igt toscana”, spiega Luca Pollini, Direttore del Consorzio. “Dai circa 900 ettari rivendicati alla Doc Maremma Toscana nella prima vendemmia che ha visto la Denominazione esclusivamente legata al marchio Doc (ricordo che, in precedenza, il marchio Maremma Toscana contrassegnava vini Igt), ovvero la 2012, siamo passati agli oltre 1750 della vendemmia 2017. Ancora più netto il percorso di crescita dell’imbottigliato, che è passato da poco più di 800.000 bottiglie confezionate nel 2012 ai 5.700.000 bottiglie prodotte nel 2017, che testimonia chiaramente la crescita di interesse per questa Denominazione”.
Il Consorzio opera nell’intera provincia di Grosseto, una vasta area nel sud della Toscana che si estende dalle pendici del Monte Amiata e raggiunge la costa maremmana e l’Argentario fino all’isola del Giglio. La Doc dispone di una zona di produzione di circa 8.750 ettari di vigneto, dei quali oltre 1.750 sono stati utilizzati per produrre i vini della Denominazione durante la vendemmia 2017. Si conferma al 4° posto tra le DOP toscane - considerando gli ettari e le uve rivendicate - dietro soltanto al Chianti, Chianti Classico e Brunello di Montalcino.

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