La ricercatrice con alle spalle 20 anni di ricerche nei laboratori di Londra, New York e Santander in Spagna

Il Premio Casato Prime Donne alla biologa molecolare Bertocchini scopritrice del bruco mangia plastica

Decompone le molecole di polietilene in poche ore

A questa scoperta fondamentale per l’ambiente va il Premio Casato Prime Donne 2017. Premiati anche i migliori contributi alla valorizzazione di Montalcino e dei suoi vini: di Pietro di Lazzaro, Stefano Pancera e Vannina Patanè. Negli anni il Premio Casato Prime Donne ha scelto vincitrici emblematiche di grandi argomenti e del contributo femminile a una società che cambia: il contrasto al terrorismo di matrice religiosa, l’accoglienza dei profughi, i cervelli in fuga che decidono di tornare, la violenza sulle donne e quest’anno l’ambiente e il contributo della ricerca scientifica alla soluzione di un problema globale come l’inquinamento causato dalla plastica. La giuria presieduta da Donatella Cinelli Colombini e composta da Rosy Bindi, Anselma Dell’Olio, Anna Pesenti, Stefania Rossini, Anna Scafuri e Daniela Viglione ha scelto una vincitrice 2017 che è un esempio degli effetti dei tagli alla ricerca:  Federica Bertocchini , la scopritrice del bruco mangia plastica. VINCITORI 2017:  PIETRO DI LAZZARO, STEFANO PANCERA, VANNINA PATANE’ Nelle sezioni giornalistiche del Premio, che ha lo scopo di valorizzare i migliori contributi alla divulgazione di Montalcino e del Brunello i vincitori sono due giornalisti televisivi e una giornalista di turismo. Vince il Premio sul tema “Io e Montalcino” Pietro di Lazzaro per il servizio televisivo dedicato al 50° anniversario del Consorzio del Brunello trasmessi dal TG3 RAI. Un racconto breve ma incisivo e a tratti provocatorio, di un anniversario che celebra la folgorante ascesa del vino Brunello da eccellenza per pochi estimatori a star dell’enologia internazionale. Stefano Pancera con il servizio televisivo intitolato “Il futuro del vino italiano nelle mani dei giovani”  trasmesso da Mattino 5 di Canale 5 vince il Premio Consorzio del Brunello sul tema “Il Brunello e gli altri vini di Montalcino”. Pancera è uno degli artefici del progetto “Barolo Brunello” nel quale i due grandi vini rossi vengono presentati insieme ai wine lover italiani e esteri. Anche nel servizio televisivo, Pancera ha messo in parallelo più denominazioni per capire come il vino italiano si rapporta ai giovani consumatori. Premio “Montalcino la sua storia, la sua arte e il suo vino” per opere a firma femminile a Vannina Patanè per l’articolo intitolato “Montalcino acqua e vino” pubblicato in “In Viaggio”. Si tratta di uno spettacolare itinerario fra il termalismo, i centri d’arte e i piaceri enogastronomici che presenta il distretto agricolo a Sud di Siena come una meta privilegiata anche per il turismo fuori stagione. Il vincitore del  Premio per fotografie sul tema “Genti e terre dei vini Brunello e Orcia” viene scelto da una giuria popolare attraverso una votazione online. I 5 finalisti 2017 fra cui verrà scelto il vincitore, sono  Andrea Rontini, Johanna Ekmark, Alberto Ragnoli  e Guido Cozzi con due foto. FEDERICA BERTOCCHINI E LA SUA SCOPERTA IMPORTANTISSIMA PER L’AMBIENTE  Federica Bertocchini ha alle spalle 20 anni di ricerche nei laboratori di Londra, New York e Santander in Spagna sugli embrioni dei vertebrati e una ventina di pubblicazioni in riviste scientifiche internazionali.  Si tratta dunque di una biologa molecolare di grande capacità,  nata a Piombino che, grazie alla sua passione per l’apicoltura, ha fatto una scoperta capace di risolvere il gravissimo problema dell’inquinamento da plastica. Il bruco della cera –galleria mellonella – è in grado di rompere le molecole del polietilene come nessun altro. Esistono infatti dei batteri scoperti nel Kyoto Institute of Technology che “distruggono 0,13 milligrammi di PET per centimetro quadro al giorno” mentre il baco scoperto dalla Bertocchini degrada “una quantità quasi doppia di PE ogni ora“. Se teniamo conto che ogni anno, nel mondo, vengono usate un trilione di borse di plastica e che queste si accumulano insieme a bottiglie, scatole e altri oggetti di polietilene (PE) formando montagne immense nelle discariche e persino isole galleggianti nell’oceano, ci rendiamo conto di quanto sia importante e urgente finanziare gli studi di Federica Bertocchini per individuare l’enzima o il batterio che riduce il polietilene in molecole più piccole e più degradabili.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento
Per favore inserisci il tuo nome