Da Slovenia, Italia e Francia i primi tre progetti classificati al concorso d'architettura "Wine Culture Centre" per la riqualificazione di Cantina Valpolicella Negrar

Il Mecenatismo nel Terzo Millennio passa dal web

Un concorso promosso da YAC in collaborazione con l'Ordine degli Architetti PPC di Verona

Provengono da Slovenia (Team V – Dominik Košak, Rok Primažič, Ambrož Bartol, Miha Munda, Rok Staudacher – Università di Lubiana – nella foto), Italia (Cavejastudio, Forlì  – Alessandro Pretolani, Filippo Pambianco  e Davide Lorenzato, Padova) e Francia (MK – Moreau Kusunoki, Hiroko Kusunoki/Parigi) i progetti d’architettura classificatisi rispettivamente primo, secondo  e terzo al concorso d’architettura Wine Culture Centre promosso da Young Architects competitions (YAC) con il sostegno di Cantina Valpolicella Negrar in collaborazione con l’Ordine degli Architetti PPC di Verona, l’Università di Bologna, lo IUAV di Venezia, The Plan Magazine. La giuria, formata da un team di progettisti di chiara fama (Nicola Scaranaro, Alfonso Femia, Fiorenzo Valbonesi, Antonio Ravalli e Markus Scherer), si è espressa a loro favore scegliendo i lavori che, fra centinaia di progetti arrivati in tre mesi da oltre 80 Nazioni, offrivano maggiori componenti di funzionalità e bellezza, attenzione alla sostenibilità ambientale ed energetica nonché al legame fra architettura e il paesaggio della Valpolicella. Giovani energie+ committenza lungimirante=soluzioni rivoluzionarieLe iniziative vincitrici guardano con eleganza e sensibilità al rapporto fra architettura e paesaggio“, conferma Alessandro Cecchini, presidente YAC. Che aggiunge: “Si tratta di soluzioni emozionalmente connotate, realizzate attraverso interventi leggeri e garbati, che poco mettono in discussione l’impianto esistente, caratterizzandosi per fattibilità e sostenibilità tecnica e finanziaria. Un’operazione di successo, dunque, che testimonia vivacità e dinamismo del mondo progettuale, capace – laddove giovani energie si sovrappongono a lungimiranti politiche di committenze illuminate-, di proposte e soluzioni rivoluzionarie“. Un opificio e centro culturale espressione del territorio, per andar oltre all’idea della cantina d’autore. “Grazie al progetto Wine Culture Centre è stato conseguito un risultato tecnico-progettuale di gran pregio a cui attingeremo nel prossimo futuro per trasformare tetto, magazzino, fruttaio e percorso di visita“, ha affermato Floriano Fasoli, vicepresidente di Cantina Valpolicella Negrar . “Sollecitati dal compianto presidente Carlo Alberto Recchia, abbiamo colto l’occasione di aprirci al mondo dei giovani professionisti, una soluzione che ci vede soddisfatti perché è stato compreso il nostro desiderio di promuovere la ricerca di un’architettura che, oltre a soddisfare le necessità produttive, fosse soprattutto espressione della nostra identità culturale“. Creato un precedente per il rilancio della qualità architettonica nel nostro PaeseDa anni, l’Ordine degli Architetti di Verona sta promuovendo con le Istituzioni forme di collaborazione per l’attivazione di bandi di concorso in ordine alla sistemazione, in particolare, di spazi pubblici, purtroppo la maggior parte dei progetti è rimasto sulla carta“, ha riferito Arnaldo Toffali, presidente dell’Ordine degli Architetti PPC di Verona. Che ha continuato: “Esperienze importanti che tuttavia non erano mai state sperimentate con i privati.  E’ stato, quindi, piuttosto significativo collaborare con Cantina Valpolicella Negrar e YAC alla realizzazione d un “concorso di idee e di progettazione” che potrà costituire un modello e una buona pratica da riproporre in futuro non solo agli Enti pubblici, ma soprattutto ai privati“. Una riflessione sul territorio come bene primarioL’esito di questo concorso, per quanto diversificato, individua un filo rosso comune: la relazione col paesaggio e col territorio, un rapporto essenziale, a volte inflazionato, ma fondamentale“, ha affermato Antonio Ravalli, architetto e giurato. Che ha concluso: “In un periodo di decrescita com’è l’attuale, ci si ritrova sempre più spesso ad intervenire sull’esistente, anche per risolvere i problemi derivanti dal consumo eccessivo del suolo. Ce lo ricordano costantemente i fatti di cronaca: dissesto idrogeologico, danni ambientali, vulnerabilità territoriale sono parole ormai all’ordine del giorno. Il tema della cantina vinicola è all’origine vincente perché ci permette di riflettere sul territorio come bene primario, a partire dal senso primigenio della produzione. Fare ricerca su una cantina privata – in un’ottica di relazione col suolo, di recupero di valori ed esigenze primarie, di lettura del contesto e delle sue tradizioni – si traduce inevitabilmente in un’occasione per tutta la comunità di Negrar“. I progetti in mostra in Bottaia Ai progetti vincitori sono andati in totale 15 mila euro (primo premio 8.000 euro, secondo 4.000 euro e terzo 2.000 euro). Sono state inoltre assegnate due Menzioni d’Onore Gold di 500 euro ciascuna e ulteriori dieci Menzioni d’Onore. Nella Bottaia d’Autore della Cantina è stata allestita la mostra dei primi 46 progetti classificati, comprensiva dei primi 16 premiati e menzionati, visitabile su prenotazione (info tel. 045-6014300). Un approfondimento tecnico sul progetto, con interviste ai principali attori, sarà pubblicato nel fascicolo 1/2015 di VQ.

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