In occasione delle celebrazioni per l'80°

A una donna il Premio 2013 della Cantina Valpolicella Negrar

La vincitrice: "Oggi l'agricoltura è soffocata dalla burocrazia"
Da sinistra: Carlo Alberto Recchia, Matilde Bignami, Alberto Zucchetta, Daniele Accordini.

Da sinistra: Carlo Alberto Recchia, Matilde Bignami, Alberto Zucchetta, Daniele Accordini. Una serata in lieta armonia e, naturalmente, piena di brindisi quella trascorsa dai 230 soci di Cantina Valpolicella Negrar, riunitesi lo scorso 31 agosto nella sede in via Salgari della Cantina cooperativa, insieme ai loro familiari e ai dipendenti dell'azienda, per la cena-evento a ricordo dei primi 80 anni di attività. Nel corso della serata, tra ricordi e applausi, il presidente della Cantina, Carlo Alberto Recchia ha consegnato alla socia Matilde Bignami il Premio Campanile dell'antica pieve di S.Martino di Negrar, istituito in occasione dell'80° anniversario. L'opera simbolo del Premio si ispira alle componenti storiche e culturali più rappresentative di Negrar, dove la Cantina ha sede, individuando nel campanile dell'antica pieve romanica l'elemento più significativo per rappresentare una scultura ideata e realizzata in modello esclusivo dal maestro orafo Alberto Zucchetta. "Matilde Bignami risponde in pieno al nostro intento di riconoscere meriti e qualità a chi ha dimostrato lungimiranza, intraprendenza e originalità nel suo stile di vita e di lavoro, avendo a cuore la Valpolicella, intesa non solo come territorio, ma come insieme di valori umani e culturali, di passioni e tradizioni", ha affermato Recchia nel consegnare il premio a Matilde Bignami. Che, nel ritirare commossa il premio, ha affermato: "Essere socia al "femminile" di Cantina Valpolicella Negrar in un mondo come quello agricolo prevalentemente maschile non è mai stato un problema per me, anzi, è stato naturale, perché mio padre, generale del Regio Esercito, mi ha insegnato a non aver paura di niente". La vincitrice ha però aggiunto: "Un tempo occuparsi di agricoltura era più semplice, mentre oggi ci sono troppe scartoffie da riempire".

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