Una preziosa testimonianza del passato riportata all'attualità

“Viticoltori in erba” in Valpolicella

Premiati i giovani studenti dell'Istituto comprensivo di Negrar partecipanti alla II^ edizione de "La Scuola nel vigneto"

Da sinistra: Floriano Fasoli, Siria Lentini e Daniele Accordini. Siria Lentini, studentessa della IIE della scuola media E. Salgari di Negrar (Vr) è la vincitrice del concorso artistico realizzato nell’ambito della seconda edizione de La Scuola nel Vigneto, progetto didattico-sociale promosso da Cantina Valpolicella Negrar in collaborazione con l’Istituto Comprensivo di Negrar e patrocinato da Comune di Negrar e Ordine degli Architetti PPC di Verona, con il sostegno di Valpolicella Benaco Banca. La premiazione si è tenuta lo scorso 23 maggio nella sala convegni della cantina Cooperativa, pervasa dall’allegro vociare degli oltre cento studenti delle seconde classi medie della scuola E. Salgari coinvolti nel progetto e accompagnati per l’occasione dai genitori. Tutti, in qualche modo, vincitori. “Con Siria, abbiamo vinto tutti – ha dichiarato la professoressa Adelina Caprini, referente del progetto per l’Istituto Comprensivo di Negrar. Che ha aggiunto: “Il tema affrontato quest’anno – la Carta Lapidaria medievale del campanile della Pieve di Negrar – è stato piuttosto complesso da sviluppare, devo ringraziare gli alunni che hanno lavorato con impegno e attraverso la loro creatività hanno saputo raggiungere l’obiettivo di far conoscere e valorizzare un documento storico memoria di un passato che si fa presente“. Oltre a Siria Lentini, si sono classificati gli studenti Nicolò Panareo e Saty Fadi (IIE), arrivati secondi e, a pari merito, gli studenti Denis Tommasi (IID) e Lucia Zardini (IIB), arrivati terzi. In occasione dei festeggiamenti conclusivi dell’edizione 2013-14 de La Scuola nel vigneto, si è tenuta anche l’inaugurazione della neo-ristrutturata aula polifunzionale dell’Istituto comprensivo di Negrar, finalità sociale della prima edizione del progetto. Che, secondo Anna Maria Cottarelli, dirigente dell’istituto Comprensivo di Negrar, “ha una rilevanza del tutto particolare nell’ambito dell’offerta formativa della scuola: gli obiettivi più prettamente didattici  – guidare gli allievi alla scoperta del ciclo del vino al fine di alimentare interesse per il mondo agricolo ed enologico a tutela del patrimonio vitivinicolo della Valpolicella – si innestano in un più ampio progetto di impegno dei giovani per il proprio territorio, attraverso alleanze con gli abitanti e le risorse sociali e produttive locali“. Ieri come oggi, territorio in primo piano. Il disegno realizzato dalla studentessa sarà riprodotto sull’etichetta di 500 bottiglie suddivise fra Valpolicella (300) e Amarone Bio (200) Domini Veneti prodotti da Cantina Valpolicella Negrar e la cui vendita servirà a finanziare il progetto di restauro della Carta Lapidaria, una lunga iscrizione (64 righe, una delle più lunghe d’Italia), scolpita in caratteri romani sulla parete sud del campanile della chiesa di Negrar. La Carta riporta un contratto stipulato nel 1166 fra l’arciprete della Pieve di S. Martino di Negrar e gli eredi del veronese Odelrico Sacheto. “Minato dalle intemperie, il bene culturale sta scomparendo – ha spiegato Floriano Fasoli, vicepresidente della cantina Cooperativa – recuperarlo significa attivare nelle giovani generazioni e nella comunità l’interesse per la tutela di un patrimonio culturale molto importante per la memoria e l’identità del nostro territorio“. Il restauro della Carta Lapidaria si svolgerà in più fasi, gestite all’insegna della massima trasparenza da una Commissione di progetto appositamente costituita.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento
Per favore inserisci il tuo nome