Cresce pressoché ovunque il vigneto biologico

L’era del bio

A Vinitaly 2017 molti saranno i brand che punteranno alla fogliolina verde
Three grapes on the white background.

Con i suoi 335.000 ettari nel mondo, di cui 293.000 in Europa e 83.000 in Italia (dati 2015), la viticoltura bio è un fenomeno in costante crescita, anche nei Paesi dove le aree vitate tendono invece a diminuire globalmente. E il mercato risponde positivamente: “Il vino bio vince la sua sfida democratica: più diffuso, più accessibile, più buono. Il simbolo della fogliolina verde che caratterizza in Europa queste produzioni è infatti ormai ben visibile anche sulle etichette delle denominazioni più prestigiose. E la sua riconoscibilità incoraggia il lancio di idee innovative“, spiega Lorenzo Tosi nel suo articolo Bio e buono. Quando ambiente fa rima con gusto, pubblicato nel numero 3/2017 (Aprile) di VVQ. Ad avvalorare questa tesi diversi intervistati: Enzo Mescalchin (Fondazione Edmund Mach, San Michele all’Adige – TN), Leonardo Valenti (Università degli Studi di Milano), Roberto Pinton (Federbio) e soprattutto Ruenza Santandrea, Presidente del Gruppo Cevico, che racconta del successo della linea b.io, lanciata da pochi mesi e già molto apprezzata. In occasione di Vinitaly 2017 verrà presentata la sesta referenza, il Trebbiano di Romagna Doc, che si va ad affiancare a Sangiovese Romagna Doc, Primitivo Puglia Igp, Nero d’Avola – Cabernet Terre Siciliane Igp, Catarratto – Chardonnay Terre di Sicilia Igp, Lambrusco Emilia Igp. Ma Cevico non è certamente l’unica reatà vitivinicola di spicco che punterà al bio in questa edizione di Vinitaly, che prenderà il via, lo ricordiamo, il prossimo 9 aprile 2017. Molte le cantine che in occasion della fiera scaligera presenteranno il loro primo prodotto bio: da Vitevis con la sua linea Sessantuno a Lungarotti con il suo ILBIO, per citare due tra gli ultimi di cui ci è giunta comunicazione in redazione.

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