Il Mipaaf non aspetta la decisione del Tar sui 13 ricorsi

La promozione perde 26 milioni di Euro

Umbria, Puglia e Toscana premiate dalla rimodulazione verso le misure investimenti e restyling vigneti
Closeup portrait of young woman drinking red wine at home

Bye Bye promozione. La misura di sostegno all’internazionalizzazione del nostro vino, introdotta dall’Ocm 2007-2013 e cresciuta nel successivo periodo di programmazione, perde oltre ventisei milioni di euro, più di un quarto della disponibilità (da 104 a 83 milioni). Con il decreto n. 3752 del 7 luglio la Direzione generale delle politiche internazionali del MIpaaf ha infatti rimodulato la dotazione finanziaria del programma nazionale di sostegno (Pns), ridistribuendo 13,266 milioni della quota nazionale, più altrettanti 13,4 milioni delle dotazioni regionali (riconducibili a Puglia, Sardegna, Lazio, Campania, Molise e Basilicata). Questi fondi escono dalla disponibilità della misura promozione a favore delle azioni regionali in favore degli investimenti e delle ristrutturazioni dei vigneti. Le colpe delle Regioni Ma se sui fondi regionali pesa la mancanza (comunque grave) di un’efficace strategia di penetrazione commerciale, l’economia sulla dotazione nazionale non potrà che sollevare polemiche e recriminazioni Il rischio disimpegno ha infatti spinto il ministero a non attendere gli attesi pronunciamenti da parte del TAR del Lazio sui 13 ricorsi pendenti da parte degli operatori esclusi dall’assegnazione dello scorso ottobre. Le critiche al ministero Secondo alcuni operatori (VVQ ha riportato qui gli interventi di Federvini e di Istituto Grandi Marchi) è stata una forzatura la mancata attesa dei pronunciamenti del tribunale amministrativo, anche  perché le norme comunitarie lasciavano a disposizione degli uffici di Martina un’ultima possibilità di poter decidere, alla fine di settembre prossimo, l’eventuale storno delle economie di risorse eventualmente rinvenienti, onde scongiurare il rischio di perdere definitivamente dette risorse. Il sito Agricolae paventa il rischio che la rimodulazione faccia rischiare a Martina un clamoroso autogol nel caso di un accoglimento anche parziale dei ricorsi, perché le somme a copertura sono già state stornate ad altre misure. Il rischio disimpegno In realtà il ministero si è fatto forza della prima sentenza a lui favorevole del Tar, pubblicata il 7 giugno scorso, che ha rigettato il primo ricorso presentato dall’Ati Premium Quality Brands per contro della capofila Nosio Spa e ha scelto, sul filo di lana, la strada meno dannosa. Le regioni attivate dall’aumento del plafond a disposizione (su tutte: Umbria, Puglia e Toscana) sono chiamate infatti a impegnare immediatamente i nuovi stanziamenti e gli operatori a realizzare le relative azioni entro i termini previsti dalla regolamentazione comunitaria e cioè entro ottobre 2017. Il tutto per evitare il disimpegno automatico della dotazione non spesa. La rimodulazione del Programma nazionale di sostegno

Misura Vecchia ripartizione 23.5.2016 Nuova ripartizione 7.7.2017
Promozione sui mercati dei paesi terzi 101.997.000 83.270.776,80
Ristrutturazione, riconversione vigneti 140.000.000 145.730.844,76
Vendemmia verde 10.000.000 1.482.477,89
Assicurazione del raccolto 20.000.000 20.000.000
Investimenti 45.000.000 68.012.900,55
Distillazione sottoprodotti 20.000.000 18.500.000
TOTALE 336.997.000 336.997.000

 

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