Ormai obbligatori per contoterzisti e aziende

Controlli funzionali delle irroratrici: a che punto siamo in Italia?

I ritardi nell'adeguamento alle norme previste dal Pan e i rischi conseguenti

Dalla fine del novembre 2016 i viticoltori, come tutti gli imprenditori agricoli della Comunità europea, possono utilizzare per i trattamenti fitoiatrici solo irroratrici che abbiano superato positivamente il cosiddetto controllo funzionale. Questo in attuazione della Dir. 2009/128/Ce, recepita dall’Italia con D. Lgs 150/2012, che ha istituito sul territorio europeo un quadro normativo armonizzato per l’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari. Bruxelles ha previsto che ciascuno Stato membro elaborasse un Pan (Piano di azione nazionale), da sottoporre all’approvazione della Comunità europea, nel quale venissero esplicitate le azioni da adottare per perseguire le finalità della norma. Il Pan italiano è stato emanato con Decreto del 22/01/2014, rivoluzionando diversi aspetti della gestione fitosanitaria delle colture. Diverse azioni del Pan codificano, direttamente o indirettamente, la gestione delle macchine per i trattamenti fitosanitari. Tra queste, quella che ha maggiore rilievo per la gestione delle irroratrici in uso riguarda i “controlli delle attrezzature per l’applicazione dei prodotti fitosanitari” (A.3). Come spiega Arturo Caponero – Responsabile del Servizio Difesa Integrata dell’Alsia, Regione Basilicata – nell’articolo Controlli funzionali: mettersi in regola, pubblicato all’interno dello Speciale Difesa di VVQ 2/2017, Marzo, dalla fine del 2014, i contoterzisti che eseguono trattamenti fitosanitari possono utilizzare solo attrezzature che abbiano superato positivamente il controllo funzionale (quindi è necessario chiedere al proprio contoterzista copia del certificato da conservare e allegare al registro dei trattamenti) mentre per le irroratrici delle aziende agricole la data di scadenza prevista è stata il 26 novembre 2016. Le ispezioni dovranno essere effettuate ogni 5 anni fino al 2020 e, successivamente, ogni 3. Purtroppo in Italia sono ancora tante le irroratrici da controllare, nonostante si stia lavorando da diversi anni per creare una rete nazionale di Centri prova (245 nel 2016) che consenta a tutti i proprietari di eseguire senza troppi problemi e a costi accettabili sia il controllo funzionale che la regolazione delle proprie irroratrici. È bene considerare, sottolinea Caponero, che l’uso di macchine non controllate può essere sanzionato con multe che vanno da 500 a 2.000 euro. Esiste, inoltre, il rischio concreto di perdere in tutto o in parte i contributi comunitari relativi alla condizionalità o alle misure agroambientali dei Psr.

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