Particolarmente indicati in un'annata come il 2014

Legni alternativi e qualità: la nuova gamma di TEBALDI Risorse per l’enologia

Per mercati che richiedono profili organolettici ben definiti

logo-LightOak-01_portaleL’uso di frammenti di legno di quercia in diverse fasi della produzione del vino permette di ottenere molteplici applicazioni variando la composizione (in base alla provenienza – Quercus sessilis francese o Quercus alba americana – e al grado di tostatura), le superfici di contatto (in base a pezzatura e dose) e i tempi di contatto.
Grazie all’impiego di chips, listelli o doghe si agisce sulla stabilizzazione del colore, sulle caratteristiche di astringenza e morbidezza, sulla correzione dei difetti di riduzione e dei caratteri vegetali fino all’esaltazione delle caratteristiche fruttate.
In una stagione come quella 2014 l’uso del legno in fermentazione è utile per ridurre notevolmente i caratteri erbacei e vegetali derivati da una parziale maturazione dell’uva, integrando, con la cessione dei tannini, la protezione antiossidante e antiossidasica.
Tebaldi Srl, azienda storicamente specializzata nel trovare soluzioni per ottimizzare l’affinamento dei grandi vini, ha recentemente completato la propria proposta di Legni LightOak, adatta ai vini del cuore di gamma destinati a quei mercati che richiedono profili organolettici ben definiti.
In particolare, i derivati del legno della gamma LightOak Fuoco, provenienti dalla foresta di Troncais nell’Allier (Francia), sono gli unici sul mercato con trattamento di tostatura a fuoco diretto come quello applicato alle doghe delle barrique.

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