Anche i piccoli produttori attraverso la vendita via web posono raggiungere mercati lontani

UPS per il vino che viaggia

Servizi BtoB e BtoC
Da sinistra: Philip Healey, country marketing manager UPS Italia, Giorgio De Angelis, sommelier Enoteca Viola, Iulia Nartea, country manager UPS Italia, Denis Pantini, direttore Nomisma agroalimentare e Wine Monitor, Alessandro Gioè, chef InKitchen Loft.

Da sinistra: Philip Healey, country marketing manager UPS Italia, Giorgio De Angelis, sommelier Enoteca Viola, Iulia Nartea, country manager UPS Italia, Denis Pantini, direttore Nomisma agroalimentare e Wine Monitor, Alessandro Gioè, chef InKitchen Loft. Un click e la spesa è fatta: anche in Italia aumentano gli acquisti online, e non solo nei settori più tradizionali, come servizi e tecnologia. Secondo quanto emerso dalla più recente analisi condotta dall’Osservatorio eCommerce B2C, nel 2017 il mercato online Food&Grocery vale 812 milioni di euro, +37% rispetto al 2016. Resta comunque una nicchia, sia sul totale del mercato eCommerce B2C italiano (4%), sia confronto agli acquisti retail (0,5%). Se però agli acquisti dei consumatori italiani si aggiungono quelli dei consumatori stranieri su siti italiani, il giro d’affari raggiunge gli 892 milioni di euro (+35%). L’export digitale incide per circa il 7% delle vendite del settore e rappresenta il 2% circa dell’Export eCommerce complessivo. E il vino? L’Osservatorio ha conteggiato il valore transato per questa referenza nella categoria delle bevande alcoliche (insieme a birra, distillati e liquori), che pesa per il 9% sul tale degli acquisti nel mercato Food&Grocery. Secondo elaborazioni Wine Monitor, su dati Euromonitor, l’incidenza delle vendite in volume di vino online sul totale off-trade (ovvero quello che non passa dalla ristorazione) è cresciuta dal 2011 al 2015 dall’1,1 al 2%. Meglio è stato in altri Paesi europei: Germania (2,2% vs 3,2%), Francia (2,9% vs 4,1) e Uk (6,7% vs 10,1%). Ma il boom delle vendite di vino attraverso il web si è verificato in Cina, dove sono passate, nello stesso periodo, dall’1,7% al 19%. “Il mercato estero è sempre più importante per la tenuta dell’intera filiera vinicola, ma per i piccoli produttori – afferma Denis Pantini, responsabile Wine Monitor e direttore area agroalimentare di Nomisma – è difficile approcciare i mercati esteri attraverso i canali tradizionali. Poter raggiungere il consumatore finale attraverso l’online permette anche ai piccoli di esportare“. Distanze accorciate La digitalizzazione dei canali di comunicazione e di vendita ha infatti accorciato le distanze tra produttori e consumatori e ha creato l’aspettativa che tutto possa essere acquistato online senza preoccuparsi delle distanze. Le prospettive sono buone, anche per i piccoli produttori di vino, che attraverso la vendita via web sanno di avere l’opportunità di raggiungere direttamente i consumatori, anche nei mercati più lontani. Eppure non sono tutte rose e fiori: da una ricerca condotta per conto di UPS, una quota non trascurabile di quanti acquistano vino online non è del tutto soddisfatta della propria esperienza di acquisto. Il 37% dei consumatori Ue non è contento delle informazioni fornite sulla data di consegna; il 45% delle opzioni di spedizione offerte; la stessa percentuale degli acquirenti online vorrebbe il controllo sulla data di consegna e il 42% sul luogo di consegna (Fonte ComScore 2015). Soddisfare questi bisogni consente di aumentare il tasso di conversione (ovvero il numero di quanti completano effettivamente l’atto di acquisto) e di ridurre quello di abbandono. E i commenti sui social diventano positivi. I servizi UPS per il settore enologico Le soluzioni adatte a raggiungere questo obiettivo non mancano. “La nostra priorità – dichiara Philip Healey, Country Marketing Manager UPS Italia – è garantire che i nostri clienti utilizzino al massimo le nostre capacità favorendo così la crescita del loro business. Le aziende italiane faticano a entrare nella distribuzione di grandi dimensioni e ad avere internamente le risorse e le competenze per andare sui mercati internazionali. UPS è in grado di supportare l’export di questo prodotto offrendo soluzioni specifiche per questo settore”. UPS, che ha una copertura globale nel servizio BtoB, fornisce il servizio business to consumer in 30 Paesi, tra cui figurano i principali acquirenti di vino italiano, come Cina, Giappone, Canada, Hong Kong, Svizzera, Regno Unito, Nuova Zelanda… Per tutte queste destinazioni mette a disposizione un packaging certificato e sicuro, studiato appositamente per il trasporto delle bottiglie di vino, una copertura assicurativa che può arrivare a coprire l’intero prezzo di vendita e un servizio di consulenza a tutto tondo. L’opinione dell’operatoreOggi – racconta Claudio Bonci, business development di Tannico – è importante la velocità di consegna. Oltre le 24-48 ore dall’ordine il cliente si lamenta. Su Milano, dove abbiamo i nostri magazzini, siamo riusciti a garantire la consegna in giornata, se si ordina entro le 14.00, e la possibilità di fissare la fascia oraria preferita. Anche questo è un servizio molto apprezzato: si cerca la comodità. Poter seguire lo stato della spedizione in ogni momento è un altro aspetto valutato positivamente e la semplicità di reso è ormai considerata imprescindibile“. Tannico da alcuni mesi serve anche i mercati esteri: 7 Paesi Ue, Svizzera e numerosi Paesi extra Europa, tra cui gli Usa sono il principale, seguiti da Taiwan, Giappone e Hong Kong. “Lavorando sui mercati internazionali – prosegue Bonci – sono essenziali la garanzia di una qualità costante nelle consegne su tutti i mercati raggiunti e la tracciabilità della spedizione“.

UPS per il vino che viaggia - Ultima modifica: 2017-08-21T12:53:43+02:00 da Redazione

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